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Pescara, 14/04/2026
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11/08/2011
Il Messaggero
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Crisi e manovra - Stop all'anzianità per 130 mila dipendenti. Trasporti, energia, rifiuti, servizi locali: piano per privatizzare le municipalizzate |
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Spunta l'ipotesi una tantum per i redditi oltre 60 mila euro ROMA In un clima che ricorda l'estate del '92, quando Giuliano Amato corse ai ripari con un decreto-blitz per fronteggiare l'attacco della speculazione sulla lira, il governo Berlusconi gioca la carta di una supermanovra per rispondere alla situazione di emergenza sui mercati. Dentro ci sarà un po' di tutto: pensioni e tasse, liberalizzazioni e taglio dei costi della politica, riforme costituzionali. Tutte ipotesi ancora aperte, ma comunque interventi a 360 gradi da approvare per decreto in consiglio dei ministri tra il 16 e il 18 agosto. O anche prima, magari con un blitz nel fine settimana, come fece Amato vent'anni fa. Spunta anche l'ipotesi di un prelievo straordinario una tantum, dai contorni ancora incerti, che colpirebbe i redditi (ma si parla anche di depositi) sopra i 60.000 euro sul modello dell'euro-tassa di Romani Prodi. Quel che è certo, invece, è che si dovrà «ristrutturare la manovra economica», chiarisce subito Giulio Tremonti, dando risposte che consentano alle forze sociali (e alla politica) di accettare una cura che sarà dura e difficile per tutti. Queste le cifre presentate dal ministro: «Il rapporto deficit/Pil, al 3,8% quest'anno, dovrebbe scendere tra l'1,5 e l'1,7% il prossimo anno per arrivare al pareggio nel 2013». Se la Bce accetterà l'indicazione (aveva chiesto l'1% nel 2012), la correzione sul prossimo anno salirà da 5,5 miliardi a 22-24, considerato che un punto di Pil equivale a 16 miliardi. Il resto, per arrivare a 48 miliardi, si sposta sul 2013. Ieri si è avuto il primo assaggio, oggi Tremonti affronta il parlamento.
Le altre misure in discussione
Stop all'anzianità per 130 mila dipendenti e per le donne accelerazione sui 65 anni E' un tema molto delicato sul quale c'è il veto di Bossi, il no dei sindacati, la freddezza del ministro Sacconi. Parliamo delle pensioni d'anzianità che, è una delle ipotesi messe in conto dal Tesoro, potrebbero raggiungere in anticipo (nel 2012), quota 97 (35 di contributi e 62 d'età) per poi salire rapidamente a quota 100 (35+65) nel 2015. Il blocco coinvolgerebbe 130.000 lavoratori dipendenti in 4 anni con un risparmio di 2 miliardi circa. Ed eliminerebbe, di fatto, definitivamente l'anzianità. Possibile anche l'anticipo dei 65 anni per le donne e un limite di età (almeno 45 anni) per beneficiare della reversibilità della pensione.
Trasporti, energia, rifiuti, servizi locali: piano per privatizzare le municipalizzate Il capitolo privatizzazioni potrebbe riguardare una nuova stagione di cessioni di società pubbliche, soprattutto quelle controllate al 100% dal Tesoro (per esempio, Poste e Ferrovie) e sempre che le condizioni di mercato rendano possibile questo intervento. Ma soprattutto, il ministro Fitto sta lavorando ad un programma di apertura del capitale delle municipalizzate e aziende di servizi locali, attraverso premi e penalizzazioni agli enti locali. Escludendo l'acqua, che è stata oggetto di referendum, i settori interessati sarebbero: servizi cimiteriali, trasporti, rifiuti, energia.
Riduzione del numero dei parlamentari e giro di vite sui costi della politica Sono due i disegni di legge costituzionali che presenterà oggi il ministro Tremonti: la modifica all'articolo 41 sulla semplificazione e quella all'articolo 81 per registrare l'obbligo di pareggio di bilancio nella Costituzione. E ha preso quota la possibilità di utilizzare questo strumento per ridurre i costi della politica come chiedono con forza le parti sociali, imprese e sindacati. Potrebbe così tornare in pista la riduzione del numero dei parlamentari e la trasformazione del senato in una Camera delle regioni. Ma interventi potrebbero riguardare anche le Province e le amministrazioni locali.
Verso l'aumento della tassa sui capital gain possibile anche il rialzo dell'Iva al 21% E' l'intero capitolo della delega fiscale ad essere anticipato. In vista, c'è l'aumento delle rendite finanziarie dal 12,5% al 20% con l'esclusione di Bot e titoli di Stato. Ma ieri è spuntata anche l'ipotesi di un'Eurotassa sui redditi superiori a 60.000 euro. Altre misure in esame sono l'anticipo dell'Imu (la tassa per i Comuni che doveva entrare in vigore nel 2014), l'aumento delle aliquote Iva di 1 punto (da 10 a 11% e da 20 a 21%), ma è in corso di verifica anche un aumento al 23% su alcuni beni voluttuari. Possibile anche l'introduzione di una patrimoniale sulla seconda casa. Rinforzata la lotta all'evasione.
Libertà d'accesso a servizi e professioni mercato del lavoro più flessibile Il pacchetto delle liberalizzazioni è strategico. Lo ha chiesto esplicitamente la Bce nella lettera inviata al governo italiano e rientra nelle misure per liberare la crescita. Nel mirino l'accesso alle professioni e alle attività di servizio. Ma tra le voci che l'Europa chiede all'Italia di liberalizzare c'è soprattutto il mercato del lavoro rendendolo più flessibile, anche attraverso una maggior facilità di licenziare. La Cgil è fortemente contraria, tutte le forze sociali chiedono di lasciare alla contrattazione tra le parti questo capitolo anche per scongiurare un'estremizzazione dei conflitti.
Stretta su invalidità e accompagnamento obiettivo: recuperare circa 1,8 miliardi La stretta all'invalidità è l'altro capitolo dal quale si conta di reperire tra 1,6 e 1,8 miliardi. Significa da un lato inasprire i requisiti per ottenere l'assegno, dall'altro aumentare ancora i controlli che, nel 2009, hanno portato alla revoca del 17% delle rendite sottoposte a verifiche. Ma ad aver fatto lievitare la spesa per questo capitolo assistenziale fino ai 16 miliardi del 2010, sono in larghissima parte gli assegni per l'accompagnamento (contano per 12 miliardi) che non hanno finora alcun limite di reddito. Lo si vorrebbe dunque introdurre con tutti i rischi del caso in un Paese dove l'evasione è una piaga storica.
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