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Data: 11/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Napolitano in campo chiama i leader: il governo sia chiaro e l'opposizione collabori

ROMA - «Qui sento Bossi strepitare perché non vuole interventi sulle pensioni. Se non ci sarebbe da piangere, mi verrebbe da ridere. Sono io il primo a non volerli». Preoccupato, allarmato, stritolato tra la naturale allergia a tasse e a misure impopolari e le «ricette lacrime e sangue» imposte dalla Banca centrale e dai partner europei, Silvio Berlusconi ha vissuto un mercoledì nero. Quasi più brutto di quello dei mercati finanziari. Il che è tutto dire. «La Borsa va giù? Non ditelo a me, ho perso un milione di euro».
La «ristrutturazione della manovra» per usare le parole di Giulio Tremonti è tutta da fare, le misure sono ancora sui tavoli dei tecnici, ma Berlusconi cerca il modo per limitare i danni. Lo fa, secondo le indicazioni di Giorgio Napolitano di nuovo prepotentemente in campo, andando a caccia di sponde tra le parti sociali e soprattutto nell'opposizione. Pd incluso. E mentre il capo dello Stato anticipa a questa mattina il rientro a Roma e ieri ha sentito uno a uno i leader (ma non il premier), Berlusconi ha scelto la strategia: drammatizzare. Far capire, come ha fatto capire chiaramente Gianni Letta a palazzo Chigi, «che tutto crolla». «Servono scelte rapide e coerenti. Si valutano tutte le ipotesi, tutte le possibilità».
Già, la rapidità. Le voci su un declassamento del rating della Francia, Nicolas Sarkozy rientrato dalle vacanze e costretto ad anticipare al 24 agosto il piano di riduzione del deficit pubblico, sono un danno ma anche un aiuto per Berlusconi. Il danno: il decreto che il premier voleva varare a fine mese, sarà licenziato il 18 o forse a martedì 16 agosto. C'è perfino chi dice nel week-end, a mercati chiusi. Risultato: la trattativa con Bossi e Tremonti sulle misure è ancora più cruenta e frenetica. A cominciare dall'ipotesi di un'euro-tassa: un contributo straordinario di solidarietà (sui depositi o redditi oltre i 60 mila euro), sul modello del contributo introdotto da Romano Prodi alla vigilia della nascita della moneta unica. Ma Berlusconi frena. Napolitano invece fa pressing: non sul merito dei provvedimenti, ma per conoscerli. «Voglio un testo al più presto», ha fatto sapere a Letta.
L'aiuto al premier: il coinvolgimento della Francia nello tsunami finanziario, consente a Berlusconi di alzare il livello di allarme. E quindi di sollecitare con più convinzione la «coesione nazionale» cui lavora il Quirinale. «Il problema è di tutti, qui non si salva nessuno», è il mantra berlusconiano. Non solo per non ritrovarsi barricate in Parlamento, ma anche per cercare di condividere la responsabilità delle scelte impopolari e il vulnus d'immagine. Berlusconi fatica e non poco a intestarsi una manovra tanto dolorosa: «Così non vinceremo per almeno 20 anni, sono i giorni più bui della mia vita», è sbottato in serata. E a palazzo Chigi, quando il segretario della Cgil Susanna Camusso ventilava l'ipotesi dello sciopero generale, il premier ha sibilato: «Sembra il capo dei sindacati greci, farà la stessa fine».
Segno di nervosismo. Segno che la sponda dell'opposizione sarà difficile da trovare. E se è vero che il Pdl non ha alcuna intenzione di intralciare il «metodo della condivisione» indicato dal Quirinale e inseguito dal premier: «Qui è a rischio il modello occidentale, serve una responsabilità collettiva», ha detto il segretario Angelino Alfano durante la riunione del pomeriggio con i capigruppo Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto. E' anche vero che nel vertice più d'un pidiellino ha chiesto - anche per limitare la capacità d'azione di Tremonti e di Bossi - che il Cavaliere si intesti per intero la manovra: «Berlusconi ci deve mettere la faccia, non è il momento dei tentennamenti. Se riuscirà a portare la nave al sicuro e in salvo ne raccoglierà i frutti». Oppure sarà gettato a mare. Ipotesi, quest'ultima, che è in linea con il tentativo di gran parte del Pdl di allargare i confini del centrodestra all'Udc di Pier Ferdinando Casini. Il cantiere cui lavora Alfano.

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