A partire dalle 19 di ieri mezzi in strada. La decisione dopo che la notizia che la Regione ha assegnato 6 milioni di euro che in aggiunta ai 3 stanziati dal comune permetteranno i pagamenti ai 1900 dipendenti dell'azienda
PALERMO. Stop alla protesta dei lavoratori Amat e bus di nuovo in servizio per le strade della città a partire dalle 19. La decisione dopo la notizia che la Regione ha assegnato 6 milioni di euro che in aggiunta ai 3 stanziati dal comune di Palermo consentiranno all'azienda di trasporto di pagare gli stipendi di luglio ai 1.900 dipendenti. Proprio il ritardo nel pagamento degli emolumenti era stato il motivo dell'improvvisa mobilitazione dei lavoratori che aveva mandato in tilt il servizio con notevoli disagi per i cittadini. Gli stipendi, secondo quanto si apprende, saranno pagati dopodomani.
Palermo, l'illegalità sta diventando regola
Prima Gesip, poi Amia, adesso Amat. Uno sciopero non annunciato, dunque illegittimo e abusivo, che ha colpito le fasce più deboli, anziani e piccoli lavoratori, che hanno la "colpa" di non potersi permettere un mezzo privato per muoversi. Reclamare uno stipendio è sacrosanto ma la forma è sbagliata
PALERMO. Prima Gesip, poi Amia, adesso Amat. Prima uffici sporchi, impianti sportivi chiusi, giardini a secco e tumulazioni ferme nei cimiteri. Poi cassonetti stracolmi e città immersa nell'immondizia. Ieri, infine, l'ennesimo tiro mancino della malamministrazione e dell'irresponsabilità contro la città: che si è svegliata senza gli autobus. Uno sciopero non annunciato, dunque illegittimo e abusivo, che ha colpito soprattutto le fasce più deboli, gli anziani o i piccoli lavoratori. Tutti coloro, cioè, che hanno la «colpa» di non potersi permettere un mezzo privato per muoversi.
Certo, reclamare uno stipendio è sacrosanto e protestare per il mancato arrivo è legittimo. Ma i dipendenti dell'Amat hanno sbagliato la forma (non si fa uno sciopero senza preavviso) e l'obiettivo (a chi l'hanno fatta pagare?), i sindacati non li controllano e provano a rimontare, i vertici dell'azienda addirittura li giustificano e il Comune annaspa nelle sue casse vuote. Oggi si replica. Nella città dell'emergenza ordinaria, l'illegalità e l'inefficienza sono ormai la regola.
Marco Romano