Ancora polemiche e lanci d'accuse al tavolo tecnico sulla ricostruzione che si è svolto ieri mattina alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il commissario vicario, Antonio Cicchetti, il coordinatore della Stm, Gaetano Fontana. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, presente all'incontro come altri primi cittadini del cratere, ha suscitato un vero e proprio vespaio sparando a zero sui piani di ricostruzione: «Qualcuno mi spieghi cosa sono questi piani di ricostruzione» avrebbe detto ai presenti il primo cittadino del capoluogo che subito dopo ha abbandonato la riunione, scusandosi solo con Letta e lasciando i presenti basiti per una reazione che ha colto di sorpresa anche l'assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano. Immediata la reazione del commissario Chiodi che ha affermato: «Non capisco cosa ci sia dietro questa recalcitranza a predisporre i piani di ricostruzione e non riesco a capire cosa ci sia dietro questo atteggiamento. Chiamateli come vi pare, ma muovetevi con la ricostruzione». Per la ricostruzione in centro storico, stando a quanto afferma il sindaco Cialente, «è tutto pronto, basta vedere le documentazioni che sono pronte sul nostro sito. E ogni volta mi si dice che serve un piano di ricostruzione, che quello che abbiamo fatto non va bene». Cialente ha poi detto che «a due anni e quattro mesi è tutto bloccato. La rimozione delle macerie, i cantieri per le case E in periferia non partiranno se non prima dell'anno prossimo, per i lavori in centro è tutto predisposto ed è tutto fermo. Si badi bene in centro non devo ricostruire, ma ristrutturare. Ed è possibile utilizzando il Prg vigente. La zfu è una presa in giro, le attività economiche sono in ginocchio. Qualcuno deve rispondermi a queste domande, a partire dagli esponenti locali, regionali e nazionali del Pd». La situazione è grave «tanto che il sottosegretario Letta, che ringrazio, è venuto in uno dei momenti più drammatici del Paese perché anche il Governo ha capito che le cose non vanno, che L'Aquila è un'emergenza nell'emergenza». Insomma, per il primo cittadino non è solamente una questioni di posizioni di appartenenza politica visto che, come afferma senza troppi giri di parole, «Stanno assassinando L'Aquila. È vero che tutto è bloccato o no? Se non è così sono pronto a dimettermi ma devono rispondermi». Cialente predica nel deserto? Forse, considerato che ha dichiarato: «Non mi sono mai sentito così isolato nella mia vita».