Il maltempo sposta l'atterraggio I passeggeri trasferiti sui bus sbarcati fuori tempo massimo
PESCARA. Hanno trascorso una giornata intera in due aeroporti diversi, ma né da Falconara né da Pescara sono riusciti a decollare per Londra col volo della Ryanair. Una vera e propria Odissea per 170 passeggeri, nella quasi totalità marchigiani, "dirottati" ieri pomeriggio nello scalo abruzzese per motivi tecnici: l'aereo non poteva atterrare ad Ancona a causa del maltempo. Vana la corsa in pullman per raggiungere Pescara: l'aereo era già ripartito.
Gran bagarre, ieri, nello scalo pescarese che, a scanso di equivoci, non ha responsabilità dirette nel disservizio causato da una serie di circostanze negative non imputabili all'aeroporto d'Abruzzo. La Saga, la società di gestione, si è trovata a gestire la patata bollente e ha cercato di supportare la folta comitiva di passeggeri appiedati. Ma quando, intorno alle 19, dagli altoparlanti, in inglese, è stato dato l'annuncio della cancellazione del volo, i viaggiatori hanno cominciato a dare in escandescenze, manifestando tutto il loro disappunto. Se tutto andrà bene, potranno riprovare a partire stamani, dallo scalo marchigiano.
La giornata dei forzati dell'aeroporto era cominciata ieri alle 11 a Falconara, dove erano state completate le operazioni di check-in per il volo delle 13,30 diretto a Londra. Un volo che, a causa della scarsa visibilità sulla pista dello scalo marchigiano, determinata dal maltempo, è stato dirottato a Pescara, dove l'aereo è atterrato regolarmente e dove sono scesi i passeggeri provenienti dall'Inghilterra che hanno dovuto raggiungere Ancona in pullman. Contemporaneamente, a bordo di tre autobus, sono partiti da Ancona, alla volta di Pescara, tutti i passeggeri che avevano prenotato il volo per Londra. Ma i pullman, anche a causa del traffico in autostrada, sono arrivati fuori tempo massimo e l'aereo non li ha aspettati. Secondo quanto si è appreso, una volta superato l'arco temporale massimo dell'orario di lavoro degli uomini dell'equipaggio, la compagnia ha cancellato il volo. A quel punto, un gruppo di 170 passeggeri infuriati ha chiesto spiegazioni agli operatori dello scalo pescarese. Non sono mancati attimi di tensione quando alcuni viaggiatori hanno minacciato di occupare la pista. «Alcuni», spiega il direttore della Saga Gianfranco Stromei, «hanno scelto di cambiare la data del volo in biglietteria, altri hanno preferito mantenere la prenotazione valida per il giorno successivo. Tutti sono stati rifocillati al bar e assistiti, dall'inizio alla fine. Abbiamo fatto il possibile per limitare un disagio che non è stato causato da noi». Fitte trattative, fino a tarda sera, sono intercorse con l'Irlanda, sede della compagnia low cost. Era buio quando in 170 sono risaliti sul pullman per Ancona. Da dove, oggi, riproveranno a imbarcarsi per Londra.