Raddoppiata la tassa di solidarietà che dovranno pagare i parlamentari
ROMA. La scure di Tremonti è piombata pesantemente sulla macchina amministrativa, cancellando Province definite "inutili" e prevedendo un intervento massiccio contro i Comuni sotto i mille abitanti per i quali è previsto l'accorpamento. Berlusconi ha detto chiaramente che alcune di queste decisioni sono stat esollecitate da"molti" cittadini, soprattutto quella che riguarda il taglio delle poltrone.
Province. La manovra discussa e approvata ieri nel consiglio dei ministri prevede l'eliminazione di 36 Province, quelel sotto i 300 mila abitanti. Berlusconi ha chiarito che il provvedimento diventerà operativa alla fine di questa legislatura e si baserà sul censimento in corso proprio quest'anno. Dovrebbero così sparire amministrazioni come quelel di Trieste e Crotone, Pistoia e Prato, Rieti e Savona, La Spezia e Ascoli. Particolarmente falcidiata la Sardegna, dove è prevista tabula rasa. Tremonti non ha fatto valutazioni partitiche: gli enti cancellati sono 19 a guida Pd, 12 del Pdl, 4 della Lega e uno di Mpa.
Comuni. Nel mirino anche 1970 Comuni, quelli sotto i mille abitanti per i quali la manovra prevede l'accorpamento. Ci sono municipi celebri come quello del Sestriere o quello di Torrita Tiberina, dove riposa Aldo Moro. Alemanno, sindaco di Roma, si è dimostrato perplesso sul provvedimento anche perchè il risparmio sarebbe minimo. Tremonti ha ammesso che il provvdimento risulta più politico che economico, ma è un segnale che il governo ha voluto mandare.
Poltrone. Sono 54 mila le poltrone di politici e amministratori che così andrebbero a sparire. Una cancellazione di posti e incarichi non sempre lautamente pagati, ma sintomatici del sentimento popolare contro i politici.
Ministeri e parlamentari. Tremonti ha messo in scadenzail taglio di 6 miliardi di spese per i ministeri nel 2012 e 2,5 per l'anno successivo. Colpiti anche i parlamentari. Dovranno pagare un contributo di solidarietà doppio rispetto a privati e pubblici: 10% sui redditi oltre i 90 mila euro e il 20% per redditi oltre i 150 mila euro. Il contributo non potrà essere detratto e in caso il reddito sia uguale all'indennità di carica, quest'ultima verrebbe dimezzata. La decisione, sottolineata da Berlusconi, arriva proprio nei giorni in cui sta montando la protesta contro la classe politica, simbolicamente evidenziata dalla polemica sui costi dei ristoranti di Camera e Senato, dove si può pranzare a prezzi irrisori.
Enti locali. Ieri mattina, prima di entrare nel consiglio dei ministri, Tremonti e Berlusconi hanno annunciato il bagno di sangue per gli enti locali. Sei miliardi di euro di trasferimenti in meno l'anno prossimo e 3,5 miliardi in meno nel 2013. In più patto di stabilità da 3 miliardi, di cui due a carico delle Regioni e Province a statuto autonomo. Il taglio potrebbe essere minore di un miliardo nel caso in cui Robin Hood Tax e delega fiscale ottenessero i risultati sperati. Allora le Regioni potrebbero sperare in un mancato trasferimento di"soli" 5 miliardi. Non saranno toccati sanità e scuola, almeno secondo quanto promesso ieri sera da Tremonti. Su qusto fronte i governatori si sono particolarmente irrigiditi. Già la manovra dell'anno scorso era stata criticata e quella di luglio considerata irricevibile. Ora un aumento ulteriore di sacrifici ha fatto sorgere un muro invalicabile. La paura,a nzi, la certezza è che questi ulteriori tagli vadano ad incidere profondamente sui servizi diretti al cittadino, vale a dire quelli basilari come sanità, scuola e trasporti. Su questo aspetto il dibattito non è certo chiuso. C'è ancora in ballo il ticket sulla sanità, che si tenderebbe a superare attivando una tassa sul tabacco, proposta dagli stessi governatori. La proposta non è del tutto tramontata e ieri Tremonti ha di nuov parlato di accise e aumenti delle sigarette.
Liberalizzazioni. Qui il ministro ha fatto capire che nella manovra ci sarà una forte spinta per arrivare a privatizzazioni e liberalizzazioni dei servizi pubblici locali. In questo modo, ha detto ancora Tremonti, sarà possibile trovare e liberare nuove risorse a disposizione degli enti locali. Il timore, anche qui, è che le liberalizzazioni vadano a toccare servizi sensibili nel rapporto con il cittadino, quali quelli dell'assistenza.