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Data: 13/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Benzina, prezzi su del 10,8% cresce il divario con l'Europa. L'impennata dei carburanti traina l'inflazione

ROMA Inflazione stabile al 2,7% a luglio, ma ben al di sopra del 2 per cento ormai da mesi. E soprattutto, trainata dal prezzo dei carburanti che, nonostante la discesa del petrolio si mantiene a livelli record. A luglio spiega l'Istat la benzina è aumentata del 13,5% (dall'11,9% di giugno) su base annua, mentre è salita del 2,2% su base mensile. Sempre a luglio il prezzo del gasolio è salito del 17,4% (dal 14,0% di giugno) ed è aumentato del 2,7% a livello congiunturale.
Ora che sta avvicinandosi il periodo-clou di Ferragosto, la situazione sta addirittura peggiorando. Secondo l'ultimo monitoraggio del ministero dello Sviluppo, che tiene costantemente sotto osservazione il mercato, lo scostamento tra i prezzi medi industriali italiani e quelli europei (il cosiddetto stacco con l'Europa) è ancora salito arrivando alla soglia record di quasi 6 centesimi. Per l'esattezza, 5,7 centesimi al litro. Nel caso del gasolio, lo scarto è di 4,7 centesimi, un livello comunque superiore alla media dei 2-3 centesimi che l'Italia sconta anche per una rete distributiva particolarmente frammentata. Tutto ciò, a fronte di un calo del Brent (il greggio di riferimento europeo) dell'11,4%, con un prezzo sceso da 116,37 dollari al barile del 1° agosto a 103,06 dollari al barile dell'8 agosto. Anche rapportando la quotazione del Brent in euro, considerato che la moneta europea si è deprezzata la scorsa settimana nei confronti del dollaro, la diminuzione risulta comunque del 10,3%.
E' chiaro che i dati vanno presi con un po' di accortezza perché risentono del tipo di offerta: da noi prevale il servito, all'estero il sistema a self service. Ma il divario è davvero considerevole e fa ritenere che l'appello del governo alle compagnie petrolifere sia caduto del tutto nel vuoto. Il prezzo industriale è arrivato a 0,714 euro il litro con un calo di appena 4 millesimi sulla settimana precedente. In compenso il margine lordo, che indica il guadagno di compagnie e gestori, è salito a 17,7 centesimi al litro nel caso della benzina e a 19 centesimi per il gasolio. E se il prezzo industriale della benzina è cresciuto da inizio d'anno del 12,6% con una media del 9,7% nell'Eurozona, se guardiamo ai prezzi al consumo l'aumento in Italia è stato del 10,8%, praticamente il doppio dell'Eurozona (+5,8%). Una situazione che gli sconti (10 centesimi da Ip e Eni) nel mese di agosto possono solo in parte riequilibrare e che rimane, dunque, fortemente sbilanciata. Il ministro Paolo Romani, proprio mercoledì, ha definito «inaccettabile» il ritardo delle compagnie nell'aggiornare al ribasso i prezzi. L'avvio della riforma della rete dei carburanti, inserita nella manovra di luglio, si spera possa portare qualche cambiamento e maggiore concorrenza in futuro.
Tornando al mese di luglio e ai dati Istat sull'inflazione «l'aumento congiunturale del 2% a luglio dei prezzi energetici precisa l'istituto determina una netta accelerazione del tasso tendenziale di crescita (10,7% dal 9,3% di giugno)». Rispetto allo scorso mese di giugno, si fa infatti notare il rialzo del prezzo dei servizi relativi ai trasporti (+1,9%). Il principale effetto di contenimento, invece, si deve alla diminuzione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (-2,5%). In calo risultano i prezzi dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,8%), delle comunicazioni (-0,3%) e dei servizi sanitari e spese per la salute (-0,2%). Complessivamente, l'inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,5%.
Con i dati ufficiali dell'Istat è arrivata anche la nuova denuncia di Confagricoltura: «I generi alimentari freschi hanno fatto da parziale ammortizzatore a un'inflazione stabile al 2,7% su base annua. Ma questo ruolo di salvagente contro il carovita i produttori agricoli lo hanno assunto a proprie spese. I prezzi pagati ai produttori sono in caduta libera da sette mesi e la crisi si è particolarmente acuita quest'estate. La situazione è drammatica».

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