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Pescara, 14/04/2026
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Data: 13/08/2011
Testata giornalistica: Il Tempo
Crisi e manovra - Che mazzata. La maxi stangata. Stretta su statali, tasse e tagli agli onorevoli. Palazzo Chigi approva la manovra da 45,5 miliardi.

Un'autentica mazzata. La manovra bis si abbatte con violenza su un'Italia già fortemente colpita dalla prima manovra di metà luglio. Ma la situazione dei mercati e la richiesta di allineamento da parte della Banca Centrale Europea non hanno lasciato spazio a miracoli. Il primo obiettivo che si propone il decreto è quello di anticipare il pareggio di bilancio nel 2013. Si tratta di un mix di entrate e spese che complessivamente valgono 20 miliardi quest'anno e 25 il prossimo anno. E sono 45 miliardi di risorse aggiuntive rispetto al primo pezzo della manovra. Tra i tagli più importanti quelli ai ministeri per 6 miliardi. Meno trasferimenti ai Comuni. Prevista una stretta nella lotta all'evasione fiscale con la riduzione della tracciabilità del contante alla soglia dei 2500 euro e all'introduzione di sanzioni dure per chi non rilascia la fattura o lo scontrino. Cambia la tassazione dei rendimenti finanziari. Parte il ridimensionamento dei costi della politica con i tagli di province più piccole e l'accorpamento dei microcomuni. Confermato il prelievo di solidarietà sugli stipendi più alti. Passa anche lo spostamento delle festività laiche nelle domeniche come accade in Europa. E l'anticipo delle misure per allungare l'età di uscita dal lavoro delle donne. Una stangata che consentirà di passare «dal 3,9 all'1,4% di indebitamento alla fine del 2012. Poi dal 2013 dobbiamo abbattere dall'1,4 a zero e fare il pareggio di bilancio» ha spiegato Tremonti.

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