PESCARA - Né sud, né nord, una sorta di limbo che relega l'Abruzzo in una pericolosa terra di nessuno dopo l'esclusione dal Piano nazionale per il Sud approvato dal Cipe il 3 agosto. Questione che preoccupa parti sociali e associazioni di categoria, come la Cna, che definisce sconcertante l'esclusione della regione dal Piano varato dal Governo. Per la confederazione degli artigiani e delle piccole e medie imprese, spina dorsale dell'economia locale «è grave che ciò sia avvenuto. Segno evidente che, al di là delle giustificazioni di maniera, l'Abruzzo si è presentato a un appuntamento decisivo per la ripartizione di risorse senza progetti cantierabili».
Quello dei Fas è stato il tema dell'incontro di ieri tra il Pd e le parti sociali, in vista del Consiglio regionale straordinario convocato all'Emiciclo per Ferragosto. Appuntamento importante per capire come si sta muovendo realmente il livello istituzionale su una partita decisiva per l'Abruzzo, al di là delle rappresentazioni offerte dalla politica nell'eterno gioco delle parti. Al punto che il presidente Nazario Pagano ha deciso di aprire le porte della seduta straordinaria del 15 agosto ai parlamentari abruzzesi.
Intanto la parola d'ordine arrivata dal tavolo di ieri tra il Pd e i sindacati è una sola: «Accelerare sui Fas». Da una parte c'è il ruolo decisivo del Governo nazionale che ha relegato l'Abruzzo tra le ultime regioni destinatarie dei Fondi per lo sviluppo: 612 milioni, ai quali dovrebbero aggiungersi i 110 milioni che la Regione si è impegnata a ricavare dalla dismissione degli immobili. Dall'altro c'è il pacchetto delle proposte presentate dalla Giunta Chiodi che non convince ancora tutti. «La scelta condivisa nell'incontro con le parti sociali -spiega il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro- è procedere con l'approvazione dei fondi Fas entro settembre senza concedere proroghe al governo. Ma noi riteniamo sbagliata la programmazione dei Fas pensati come bancomat destinati a rispondere a tante esigenze, sia pure legittime, che non hanno però nulla a che fare con una vera strategia di sviluppo».
Il Pd offre collaborazione al governo Chiodi: «Siamo pronti a lavorare intensamente anche in agosto per proporre obiettivi strategici. Sempre che la promessa fatta dal ministro Fitto vada in porto nei tempi stabiliti». Ma tanto per il Pd che per i sindacati la questione che pesa di più è l'esclusione dell'Abruzzo dal Piano per il Sud: «Ci troveremo in un limbo -dice ancora D'Alessandro- nel quale non accade nulla, con il rischio che le opere infrastrutturali destinate a collegare il sud con il nord scavalchino la nostra regione».