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Pescara, 14/04/2026
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Data: 13/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Che sgarbo la sfuriata di Cialente. Letta era venuto qui nonostante la grave crisi dell'Italia». E il Pd, invocato dal sindaco, tace

Il Pd e la «pseudo maggioranza», invocati dal sindaco in tono provocatorio, tacciono. Il commissario Gianni Chiodi parla di «sgarbo istituzionale», ma poi preferisce non rintuzzare più di tanto la polemica. L'unico che si indigna davvero è il consigliere comunale della Dca, Roberto Tinari. La sfuriata di Cialente, che davanti all'impassibile Gianni Letta ha abbandonato l'altro giorno il tavolo di coordinamento degli enti, in polemica per i piani di ricostruzione e i ritardi, ha lasciato il segno. È l'ennesima rottura tra il sindaco e la struttura commissariale. Cialente si è infuriato quando gli hanno ricordato che il Comune deve elaborare i piani di ricostruzione. Polemica ormai vecchia e datata, ma capace, ogni volta, di riaccendere i toni dello scontro. Da lì, infatti, il primo cittadino ha allargato il discorso: «Non mi sono mai sentito così isolato, stanno assassinando la città, è tutto bloccato». Chiodi, come spesso accade, ha affidato la sua prima reazione a Facebook: «Che sgarbo istituzionale! Il sottosegretario Letta, nonostante la grave situazione dell'Italia, aveva voluto riservare tre ore ai problemi della ricostruzione». E ancora: «Servono idee, competenza, pianificazione trasparente e partecipata e tanto tanto lavoro, magari discreto». Poi ieri, sollecitato sul tema, ha detto chiaramente di non voler rintuzzare la polemica, pur tirando una stoccata al sindaco: «Non mi interessa replicare. Non credo sia utile alla ricostruzione. Io lavoro in silenzio e dovrebbero farlo tutti». Più duro il commento di Tinari: «È la seconda volta che il sindaco Massimo Cialente si esibisce con questa sceneggiata. Se la ricostruzione del capoluogo d'Abruzzo è ferma, è anche colpa sua. E non è certo con delle performance da saloon del far west che si possono ottenere dei risultati. Se non ha idee chiare si dimetta». Per Lelio De Santis (Idv) quelle di Cialente sono «contestazioni tardive». Altre polemiche arrivano dal consorzio piazza della Prefettura, il primo costituito dopo il sisma, che ancora non riesce ad avviare i lavori. La presidente, Roberta Gargano, ha inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti che a Onda Tv aveva dichiarato: «Il consorzio di piazza della Prefettura si è mosso molto bene, poi è stato scelto come esperimento pilota dalla Struttura Tecnica di Missione. Il Consiglio Comunale ha scelto un'altra strada, quella di dichiarare l'asse centrale area a fattibilità immediata». Piccata la replica del consorzio: «Piazza della Prefettura è all'interno della zona dell'asse centrale e quindi la strada è la stessa; non siamo stati scelti da nessuno come esperimento pilota; l'avviso pubblico sull'asse centrale è stato spinto alla pubblicazione dal fatto che a piazza della Prefettura il 6 aprile scorso si sono aperti i cantieri. Sull'asse centrale servono i piani di ricostruzione, pur senza variazioni urbanistiche. Ci si deve scrivere, ad esempio, che anche le seconde e terze case devono essere indennizzate». Infine l'Ance ha realizzato una piccola guida per il cittadino committente. Si tratta di un vademecum per diffondere i concetti che sono alla base di un buon contratto di appalto e di una buona realizzazione di opere. La pubblicazione è disponibile nella sede Ance o sul sito internet dell'associazione.

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