I finanziamenti scarseggiano, i tagli impazzano e le polemiche dei cittadini che per spostarsi utilizzano i mezzi Arpa nel distretto pescarese, imperversano. Il distretto ha subito un taglio pari a 543mila chilometri in tre anni e a farne le spese sono, naturalmente, i pendolari che devono raggiungere i luoghi di lavoro. Spesso si tratta di persone che vivono in località non servite da vettori alternativi, come nel caso di Serramonacesca (dove è stata cancellata la prima corsa della mattina in direzione Pescara), oppure Pietranico (l'ultima corsa serale parte da Pescara alle 18.10). «Si tratta di corse poco frequentate, è vero - dicono - ma rivestono un'utilità sociale che non può essere cancellata inseguendo solo logiche ragionieristiche». Lamentele anche da Arsita, dove è stato tolto un turno che raggiungeva anche l'ospedale di Atri, con gravi ripercussioni per gli anziani. Disagi anche per gli abitanti di Civitella Casanova, Catignano e Civitaquana che non hanno più le corse delle 18 e 19 in partenza da Pescara. Le due corse sono state accorpate in un'unica partenza alle 18,35. Soppressa anche quella che la mattina da Pescara partiva alle 10.40. Lamentele anche da Città Sant'Angelo. «Per un accordo tra il Comune e la società - dicono alcuni abitanti - i mezzi ora transitano sul lungomare di Montesilvano e non più sulla nazionale. Questo significa che chi doveva recarsi al distretto sanitario, per esempio, dovrà cambiare autobus».