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Pescara, 12/04/2026
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Data: 14/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Di Giuseppantonio (Upa): Province a picco. E Di Pietro auspica la fusione tra Abruzzo e Molise come una volta

PESCARA. «Il decreto anti crisi approvato dal governo, pur comprendendo la necessità della manovra per il nostro Paese, produrrà pesanti ricadute su Province e Comuni, vittime di ulteriori tagli ai trasferimenti che avranno la conseguenza diretta di mettere a rischio l'erogazione di servizi fondamentali». Lo afferma il presidente dell'Unione Province Abruzzesi (Upa) nonché presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio. «E' una manovra depressiva che avrà ricadute devastanti soprattutto per la Provincia di Chieti, la cui azione è già pesantemente condizionata dalla situazione debitoria che abbiamo ereditato. In Abruzzo poi», sottolinea Di Giuseppantonio, «le Province scontano anche i mancati trasferimenti da parte della Regione. Sfugge, al di là delle strumentalizzazioni, il ruolo fondamentale svolto dalle Province e questa manovra, così impostata, sarà destabilizzante per l'intero sistema delle autonomie».
Dal Molise Antonio Di Pietro fa intanto sapere che «in tema di razionalizzazione» vedrebbe bene anche un'unica regione fra Abruzzo e Molise, «come era una volta». «In Abruzzo e Molise», dice Di Pietro, «la politica sperpera tantissimi soldi, che potrebbero essere invece destinati alla sanità, allo sviluppo, ai servizi. Mi rendo conto che gli accorpamenti delle regioni non sono all'ordine del giorno», conclude, «ma nessuno può toglierci il diritto di esprimere un giudizio sull'anomalia che è evidente e sotto gli occhi. Il Molise è fallito dopo dieci anni di gestione del centrodestra. Il mio rammarico è di non poter mettermi a disposizione in prima persona per la mia regione, che vota a ottobre. I mercati ci chiedono tagli agli sprechi e massa critica. Abruzzo e Molise, da sole, hanno vita dura».

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