CHIETI - Mentre la mannaia del Governo si abbatte sulle Province, quelle di Chieti e Pescara puntano ad accorpare i servizi e in prospettiva ad una fusione incassando l'ok di Confindustria. «E' sempre più avvertita da parte dei cittadini, ma anche delle imprese, la necessità di avere a disposizione servizi pubblici efficienti. Nello stesso modo -spiegano i presidenti Guerino Testa e Enrico Di Giuseppantonio- non si può prescindere dal taglio netto che gli enti pubblici devono dare ai propri bilanci. Questo duplice obiettivo, che colga contemporaneamente produttività e spesa, può essere raggiunto dando vita a un accorpamento per ciò che riguarda l'erogazione di servizio guardando alla nascita di un unico ente, che fonda le Province di Pescara e Chieti e che sia in grado di fornire risposte al territorio riuscendo nello stesso tempo a tagliare i costi. Ma il passo immediatamente successivo dovrebbe essere il passaggio alle Province di altre competenze, per completare un quadro di funzioni che non è ancora completo». Una fusione che trova il favore di Attilio Di Mattia, consigliere provinciale di Pescara dell'Idv.
Quanto alla manovra anticrisi, ecco intervenire Di Giuseppantonio: «Comprendo la necessità della manovra per il nostro Paese, ma produrrà pesanti ricadute su Province e Comuni, vittime di ulteriori tagli ai trasferimenti che metteranno a rischio l'erogazione di servizi fondamentali. Una manovra depressiva che avrà ricadute devastanti soprattutto per la Provincia di Chieti, ente strutturalmente deficitario ovvero già sull'orlo del fallimento, la cui azione è già pesantemente condizionata dalla situazione debitoria che abbiamo ereditato. In Abruzzo, poi, le Province scontano anche i mancati trasferimenti dalla Regione. Province senza soldi significa viaggiare su strade insicure e dunque mettere a repentaglio la vita delle persone, significa non poter garantire la manutenzione degli edifici scolastici, dover ridurre gli interventi nel sociale, ridurre o tagliare del tutto gli interventi in materia di vigilanza sull'ambiente, significa mettere a rischio i servizi sulla prevenzione del rischio sismico del territorio, i servizi erogati dagli uffici ex Genio Civile, il sostegno alle imprese e al sistema turistico. Questa manovra, così impostata, sarà destabilizzante per l'intero sistema delle autonomie».