PESCARA. Un gemellaggio con Roma, per far diventare Pescara un'attrazione economica per la capitale. Un accordo con i privati, per avviare la riqualificazione delle aree di risulta attesa da trent'anni. L'avvio della campagna elettorale con tre anni di anticipo per potersi ricandidare alla carica di sindaco. Luigi Albore Mascia ha intenzione di imprimere una svolta alla sua amministrazione al ritorno dalle ferie estive. L'opposizione continua ad accusare l'amministrazione di immobilismo. Lui vuole dimostrare il contrario e in questa intervista rivela i progetti che ha in mente per il futuro. Progetti da sfruttare in campagna elettorale, perché Mascia ha già annunciato che nel 2014 si candiderà di nuovo alla guida di Pescara.
Sindaco, l'opposizione sostiene che la città non ha mai toccato un livello così basso come adesso. Che ne pensa?
«Chiunque visita Pescara dice che è splendida. Sono trent'anni che non vedevo la città così bella. La settimana scorsa, sono arrivati due critici d'arte e mi hanno fatto i complimenti. Come si fa a negare l'evidenza, in una città che esplode di colori. Non a caso la Nazionale italiana di calcio ha scelto Pescara per una partita di qualificazioni agli Europei. Abbiamo i numeri delle metropoli, perché ogni giorno Pescara ospita 200mila persone, ma non ci sono grossi problemi».
Va tutto bene, quindi?
«Sono molto soddisfatto dei risultati. Quando mi sono insediato due anni fa ho trovato 130 palme morte da abbattere. Il primo anno di governo della città è stato difficilissimo, perché non ho trovato progetti nel cassetto della precedente amministrazione. Quando sono arrivato qui, ho dovuto ricalibrare l'intera macchina amministrativa».
Il suo sembra un comizio elettorale.
«In proposito, annuncio che da ottobre comincerò a fare ciò che non ho fatto fino ad oggi e cioè incontrare la città. I cittadini apprezzano molto un sindaco che li ascolta. Partirò in anticipo con una campagna elettorale, perché voglio ricandidarmi nel 2014».
Non è interessato al Parlamento?
«Ho accumulato un'esperienza politica e amministrativa e vanto un curriculum che mi consentirebbe di candidarmi alla Camera o al Senato, ma voglio continuare a lavorare per Pescara».
Il suo partito, il Pdl e le altre forze della maggioranza sono d'accordo?
«I partiti della maggioranza sono favorevoli e sono convinto che i sondaggi mi daranno ragione. Bisogna fare una distinzione tra leadership populista, che dà consensi immediati e leadership orizzontale, che fa registrare consensi nel corso del tempo. Sono convinto che quest'ultima strada darà alla lunga i suoi frutti.
Che cosa ha in mente per la città?
«Ho una grande idea e cioè quella di far diventare Pescara un'attrazione per Roma. Ho intenzione di incontrare il sindaco della capitale Alemanno per fare un gemellaggio economico. L'Autostrada dei parchi dovrà diventare un ponte tra Pescara e Roma; il nostro aeroporto il terzo della capitale, dopo Fiumicino e Ciampino, come lo scalo di Bergamo per Milano. Poi, se il dragaggio va in atto, si potranno riprendere i collegamenti marittimi non solo con la Croazia».
A proposito di dragaggio, pensa che l'amministrazione comunale abbia qualche responsabilità per il porto insabbiato e per l'addio del catamarano della Snav?
«Non mi sento responsabile di questa vicenda del porto. Ho fatto tutto quello che si poteva fare. Sono andato a Roma dieci volte per sollecitare il dragaggio. Non ho colpe in questa vicenda grottesca».
Aveva annunciato che si sarebbe incatenato e non lo ha fatto.
«Ho battuto i pugni sul tavolo per ottenere le risorse economiche necessarie per il dragaggio. Sono anche riuscito a far sospendere i lavori che non avrebbero risolto il problema dell'insabbiamento del porto. Che potevo fare di più? Perché non parlare, invece, delle antenne. Oggi, siamo arrivati dopo trent'anni alla risoluzione del problema: gli impianti finiranno su una piattaforma off-shore in mezzo al mare».
La sua amministrazione non c'entra nulla neanche con il fallimento dell'operazione di ripascimento?
«Quando ci sono di mezzo le indagini della magistratura non si può fare nulla e non vanno commentate. Sono rimasto sbalordito da ciò che è successo: l'Arta aveva dichiarato che la sabbia, prelevata dal porto turistico con il dragaggio, poteva essere utilizzata per il ripascimento, ma la magistratura ha bloccato tutto e ora vedremo con va a finire. Sono pronto a denunciare per procurato allarme chi ha presentato la querela, che ha fatto aprire le indagini».
Un'altra vicenda poco chiara è quella dei carri attrezzi per le rimozioni. Il Comune ha un mezzo abbandonato, ma preferisce pagare centinaia di migliaia di euro ogni anno ai privati per questo servizio.
«Non conosco bene questa vicenda. Ho richiesto informazioni, perché credo che la scelta di affidare il servizio ai privati nasca dalle precedenti amministrazioni. Posso soltanto dire che in due anni abbiamo perso 100 dipendenti, andati in pensione. Non si possono gestire dei carri attrezzi con la carenza di personale. Assicuro che stiamo facendo di tutto per razionalizzare le spese».
Razionalizzare le spese significa cedere i servizi ai privati? Parchi, asili e musei stanno facendo questa fine.
«La filosofia è di migliorare i servizi riducendo le spese e questo avviene con l'esternalizzazione. Il governo continua a ridurre le risorse per gli enti locali e fare fronte alle spese diventa sempre più difficile».
Lei aveva annunciato che ottobre sarà il mese dell'avvio delle grandi opere pubbliche. Cosa ci dobbiamo aspettare?
«Per le aree di risulta abbiamo pronta una delibera di indirizzo con i tempi e il programma per la riqualificazione. Su quel terreno nasceranno un teatro comunale, un grande albergo con uno svuotamento dell'ex Ferrhotel, 2mila posti auto, un parco. Sull'area che si affaccia su via Michelangelo potrebbe sorgere un grattacielo con uffici e servizi. Tutto questo accompagnato dalla pedonalizzazione di corso Vittorio, da via Teramo a via Michelangelo. C'è poi l'idea di una biblioteca-mediateca che vorremmo realizzare: il progetto c'è, ma Regione e Provincia non hanno più i fondi disponibili. Abbiamo, inoltre, una stazione sovradimensionata che può essere sfruttata per aprire una serie di servizi non in contrasto con il centro commerciale naturale».
Ma Pescara ha già dei teatri. Perché non viene aperto il Michetti chiuso da due anni?
«L'assessorato alla cultura sta lavorando per aprirlo, ma quella struttura, nonostante il restauro, ha un impianto elettrico che risale agli anni Cinquanta. Nulla a che vedere con il nuovo teatro comunale su cui stiamo lavorando insieme alla Fondazione PescarAbruzzo».
E per la zona portuale di Porta Nuova che si prevede?
«La Regione sta per vendere l'ex Cofa alla Camera di commercio. Lo potrà fare con una cessione diretta. Quella zona prevede tre sub ambiti e io vedo bene una struttura alberghiera e qualche attrazione, come ad esempio un grande acquario. Lo strumento per realizzare tutto questo sarà il project financing e non la Società di trasformazione urbana, che è superata».
Tutto questo dovrà passare per il consiglio, dove la maggioranza si trova ogni tanto in difficoltà.
«Abbiamo una maggioranza forte formata da 24 consiglieri. Buoni rapporti con l'Udc e un dialogo aperto con Fli. Non c'è bisogno di rafforzare la coalizione».