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Pescara, 14/04/2026
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Data: 14/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scatta nel 2011 il prelievo sui redditi oltre i 90 mila euro. Scompare l'addizionale a partire dai 55 mila euro per gli autonomi

ROMA - Nessun prelievo per gli autonomi sopra la quota dei 55 mila euro. Il contributo di solidarietà scatterà per tutti a partire dai 90 mila euro. Per la verità il testo entrato a Palazzo Chigi prevedeva l'esatto contrario, con lo scopo dichiarato di andare ad individuare una fascia di contribuenti ben precisa. Poi la misura è improvvisamente scomparsa.
L'Eurotassa partirà da subito, dal 2011, e durerà 3 anni. Possibile che un primo assaggio arrivi già in autunno. La tagliola del 5 per cento sull'imponibile che eccede i 90 mila euro e quella del 10% sui redditi oltre i 150 mila è quindi pronta a scattare. Per chi guadagna 91 mila euro il calcolo è facile: un ventesimo di mille euro. Vale a dire 50 euro. Ma superando i 150 mila e spingendosi oltre fino ai supermilionari, l'aliquota arriva al 10%. E, dunque, la progressione può diventare micidiale. Tanto per fare un esempio, intorno al milione di reddito (ci sono 3 mila italiani che gravitano in quel morbido mare), il contributo al risanamento del Paese oscilla tra 80 e 90 mila euro.
Con l'allargamento dell'eurotassa ai dipendenti privati (l'anno scorso era toccato a quelli pubblici) sono 511 mila gli italiani soggetti ai versamenti delle tasse che - sulla base delle dichiarazioni dei redditi - saranno chiamati a mettere mano al portafoglio. Più o meno l'1,2 % dell'esercito dei 41,5 milioni di contribuenti: persone che, messe tutte insieme, producono un reddito di 70 miliardi di euro e che già oggi contribuiscono, con circa un paio di punti di Pil, al 17% del gettito erariale complessivo.
Tuttavia se l'obiettivo dell'operazione (che ha durata triennale) è sistemare i conti pubblici mettendo le mani su queste ricchezze, si rischia di restare delusi. Fatti due calcoli, si scopre infatti che tra 90 e 150 mila euro navigano 368 mila italiani. In media, verseranno 1.500 euro (è la sorte dei redditi da 120 mila euro ). E in totale daranno al ministro Tremonti poco meno di 320 milioni. Più corposo, ovviamente, il contributo dei 143 mila contribuenti che portano a casa più di 150 mila euro l'anno. Qui il calcolo si fa più difficile e fare medie è davvero impossibile perchè ci trovi dentro una variopinta umanità che va dal dirigente d'azienda, al medio commerciante passando per il grand commis di Stato, il parlamentare fino al calciatore di serie A. Entità con tenori di vita imparagonabili. Ebbene, da questo universo è ipotizzabile un incasso di 900 milioni.
In totale, l'operazione supererebbe così di poco 1.2 miliardi anche se Tremonti, che ha chiarito il fatto che l'eurotassa aggiungendosi al prelievo ordinario non dovrà comunque togliere al contribuente più del 48% del suo reddito, non si spinge oltre 1 miliardo.
Una prudenza dettata probabilmente dal fatto che il contributo straordinario, ha precisato il Ministro del Tesoro, è deducibile. Elemento che sgonfierà il gettito. Una cosa, scorgendo la composizione dei redditi, è però quasi certa. L'operazione rischia di riaprire l'infinita disputa tra dipendenti pubblici e privati, soggetti a ritenuta alla fonte e lavoratori autonomi. Coi primi, dichiarazioni alla mano, chiamati a pagare il 90% e forse qualcosa in più dell'intero ammontare dell'eurotassa.


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