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Pescara, 12/04/2026
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Data: 15/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
«Vogliono punire i dipendenti pubblici» Dettori, Cgil: «Il governo ci sequestra le liquidazioni e non aiuta la crescita»

ROMA. «Questo governo ce l'ha a morte con i dipendenti pubblici. Per i ministri Sacconi e Brunetta i provvedimenti presi hanno un solo obiettivo: punire, punire, punire». Rosanna Dettori, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, definisce la manovra «inaccettabile», priva di qualsiasi rilancio della «crescita», e attacca i "nemici di classe", che mettendo le mani nel portafogli del ceto medio deprimono i servizi essenziali dei cittadini.
Perché tutto questo accanimento, che obiettivo ha?
«Brunetta, Sacconi e il suo welfare dell'opportunità, attaccano i dipendenti pubblici per dimostrare che non sono più intoccabili, vogliono convincere i cittadini che rubano lo stipendio. Il vero obiettivo è arrivare alla privatizzazione, intanto così si danneggiano i servizi. Parliamo di maestre, infermieri, medici, tranvieri: di gente che garantisce l'accesso si servizi».
Il decreto contiene diverse manovre rivolte alla p. a. Iniziamo dallo slittamento delle tredicesime per i dipendenti degli enti che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa.
«È una follia, una irragionevolezza legislativa. A parte che dubito si possa fare, credo sia contro l'articolo 36 della Costituzione. Se il manager non taglia è responsabilità del lavoratore?».
Sulle pensioni, Bossi pensa di averla avuta vinta: non sono state toccate.
«Ma come fa a dire di averle tutelate? Se un dipendente va in pensione perché ha i requisiti ma non i 40 anni gli danno il Tfr dopo due anni: è un abuso. Ci sequestrano la liquidazione. Tra l'altro non mi sembra fossero queste le richieste dalla Bce».
Poi c'è la questione del trasferimento facile.
«Nei contratti ci sono già norme per trasferire i dipendenti, la mobilità c'è già, ma è stata bloccata dalle finanziarie precedenti, questo governo l'ha scordato?».
Alla fine, gli interventi sui dipendenti pubblici, faranno risparmiare?
«Questo è il bello: non si ha idea del risparmio vero che si avrà. La riforma non migliora nulla a livello strutturale. Anche il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90mila euro, è una riduzione dello stipendio per una fascia limitata di lavoratori. Non è sbagliato il principio, ma il fatto che a pagare siano i soliti noti. Così il Paese continuerà ad avere un'emorragia economica».

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