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Pescara, 12/04/2026
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Data: 15/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Le imprese: l'Abruzzo va fuori mercato. Pressione fiscale da record, Confindustria: delusi da questa politica di basso profilo

PESCARA. Una pressione fiscale oltre il 50 per cento non è sostenibile né per le imprese né per le famiglie abruzzesi, e fin quando sarà a questi livelli impedirà qualsiasi politica di sviluppo e la ripresa del mercato interno. Il coro delle associazioni di categoria e datoriali è praticamente unanime, con una tassazione così elevata, una delle più alte in Italia, il sistema Abruzzo non è in grado di ripartire e le aziende sono fortemente penalizzate: vanno fuori mercato.
«Quando vennero varate le addizionali Irpef e Irap», ricorda Graziano Di Costanzo, direttore della Cna Abruzzo, «dovevano durare fino al 2010, poi sono state allungate al 2015. Dunque vengono ancora messe le mani in tasca di cittadini e imprese, mentre i decantati fondi comunitari e le possibili agevolazioni vengono sempre rimandati. Non a caso dei fondi comunitari abbiamo speso solo il 20%. Con una pressione fiscale così pesante alcuni possono tentare la strada dell'evasione». «E' fondamentale ridare fiato al mercato interno», prosegue, «che è decisivo soprattutto per le piccole e micro imprese, riducendo le tasse e liberando risorse per le politiche di sviluppo».
Non appare sorpreso Daniele Becci, presidente della Camera di commercio di Pescara: «Pagando le tasse mi ero già accorto che siamo quasi oltre il 50% con la pressione fiscale. Negli ultimi anni si è proceduto, sia a livello nazionale che decentrato, solo caricando sulle imprese, ma se non ripartono gli investimenti pubblici in grado di favorire l'aumento del Pil vedo difficile l'uscita da questo tunnel. Per forza di cose deve ripartire un processo economico virtuoso, con la politica che deve ridurre i costi adesso e non tra due, tre o cinque anni come spesso annunciato. Le famiglie», conclude, «dovendo pagare le tasse, non hanno più nulla da spendere»
Paolo Primavera, vicepresidente di Confindustria Abruzzo, conferma che, con questa tassazione, è a rischio la sopravvivenza di molte realtà, e rilancia sul taglio ai costi della politica: «Spero che la Regione faccia quadrato sulla proposta di fusione delle Province di Chieti e Pescara. Avremmo un enorme risparmio di denaro e un miglioramento dei servizi. Sono anche deluso da questa politica di basso profilo, sia maggioranza che opposizione, che non prevede un piano strategico per la regione. Anche il consiglio regionale di oggi mi pare inutile, solo una spesa per i cittadini».
«Una quota di risorse prelevate deve essere destinata a progetti di rilancio dell'economia, perché senza risanamento non c'è sviluppo», sostiene Enzo Giammarino, direttore regionale Confesercenti, «inoltre la pressione fiscale va calibrata rispetto alle fasce di reddito, perché siamo sicuro che il patrimonio di pochi torni in qualche modo alla collettività?».

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