POLITICA Addio al 60% delle poltrone
Le promesse sono grandi e forse sproporzionate. Il ministro Roberto Calderoli ha detto che a regime - quindi dopo le prossime elezioni amministrative del 2014 le 140 mila poltrone dei vari amministratori degli enti locali, scenderanno del 60%, riducendosi a 53 mila. Per ora, la riduzione dei numero dei comuni dovrebbe portare l'insieme degli eletti a 87 mila. I consiglieri regionali però, scenderanno molto meno: da 775 a 610, meno 20%. Inoltre scatterà l'incompatibilità tra il mandato parlamentare e gli incarichi pubblici (e un taglio del 50% dell'indennità se il parlamentare continua a esercitare la professione).
MINISTERI Meno 8,5 miliardi
Si tratta di una delle manovre più severe a carico dei ministeri romani. Già la manovra del mese scorso aveva apportato tagli consistenti a cui si aggiunge ora un salasso di 8,5 miliardi, di cui 6 l'anno prossimo e 2,5 nel 2013. L'obiettivo sarà ottenuto attraverso una serie di risparmi di scala che toccheranno anche il personale in ragione di almeno il 10%. All'inzio si era parlato anche di licenziamenti o riduzione di stipendio, secondo una indicazione giunta dalla Bce, poi la cosa è rientrata. La manovra riduce, inoltre, le risorse a disposizione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (Fas) che andava a incrementare le risorse di molte zone del Paese, specie al Sud.
PROVINCE Abolizione e accorpamento
L'abolizione non si può fare senza una legge costituzionale che richiederebbe troppo tempo. Si possono però riordinare e accorpare. È stato deciso che spariranno tutte quelle sotto i 300 mila abitanti e con meno di 3 mila chilometri quadrati di superficie. Se questi sono i parametri, faremo a meno di 29 province su 110. Ma cominciano già i distinguo e le richieste di deroga: alcune regioni resterebbero senza province (il Molise) altre con pochissime (la Liguria, la Sardegna) e allora si vedrà. Cadono molte poltrone presidenziali, ma i circa 15 mila dipendenti resteranno in servizio.
PERSONALE Trasferimenti e Tfr
Prevista una riduzione del personale per ministeri ed enti pubblici. Ogni ente dovrà fare un proprio piano di rientro, fermo restando che l'obiettivo è quello di ridurre la spesa per il personale di almeno il 10% in maniera stringente. Tant'è che saranno più facili gli spostamenti d'ufficio. Inoltre, il tempo di pagamento dell'indennità di buonuscita dei dipendenti pubblici passa da 6 mesi a 24 mesi. Fanno eccezione i lavoratori il cui contratto è cessato per «raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianità.
COMUNI Via sotto 1000 abitanti
Quelli sotto i 1000 abitanti cesseranno di esistere. Si tratta di 1970 piccole realtà, distribuite soprattutto su Alpi e Appennini, che si dovranno accorpare, senza perdere - tuttavia - la loro identità. Continueranno ad avere un sindaco - ha spiegato Calderoli - ma non un consiglio comunale. Il sindaco sarà consigliere dell'Unione a cui il comune aderirà. Enorme il risparmio - stimato in 8,5 miliardi - specie se verranno accorpate anche le sedi e non solo i servizi, ma anche in questo caso è presto per fare i conti. I comuni all'interno di Province soppresse, inoltre, dovranno scegliere autonomamente in quale confluire.
FESTIVITÀ Stop ai ponti
I «ponti» non ci saranno più o saranno molto più difficili. Con l'obiettivo di aumentare le giornate di lavoro, infatti, la manovra correttiva stabilisce che le festività civili saranno spostate tutte di lunedì o di venerdì onde evitare che con un giorno di festa ben posizionato se ne potessero fare 4 o 5. Grandissime proteste delle associazioni del turismo che sui «ponti» fondavano una quota importante del business interno. La cosa, comunque, è andata meno peggio del previsto, dato che si era ipotizzato, in un primo momento, di sopprimere direttamente le 11 giornate di festività infrasettimanale e non religiosa. Restano, invece, le feste religiose concordate con la Santa Sede.
Rendite finanziarie al 20% Torna la Robin Hood Tax Aumentano le sigarette
FINANZA Sale l'imposta
«Non abbiamo nulla in contrario a un intervento diretto sulle rendite finanziarie che potrebbe essere - fermi i titoli di stato equiparati, la riduzione dei depositi bancari e postali dal 27% al 20% ed esclusi i titoli di stato - dal 12,5% al 20%». Sintesi: la tassa sulle rendite finanziarie passerà dal 12,5 al 20 per cento. Vince la linea del centrosinistra che aveva sempre detto che era lì che bisognava attingere e non sui redditi da lavoro. Ma l'ultima parola non è detta. Tramontata perché invisa alla maggioranza e al premier in particolare - la proposta di una patrimoniale.
TABACCHI Aumento delle accise
Il governo intende raccogliere almeno 1,5 miliardi di nuove entrate dal 2012 dall'introduzione di nuove lotterie e nuovi giochi e dalla modifica delle regole di quelli già esistenti, come il lotto. Si torna anche ad agire sulle accise dei tabacchi il cui prezzo al consumo è già in grandissima parte costituito dal prelievo fiscale. Il testo della manovra spiega che l'aumento dell'aliquota sul tabacco potrà essere chiesta dall'amministrazione autonoma dei Monopoli dello Stato entro il 31 dicembre 2011. Con ogni probabilità, dunque, il prezzo delle sigarette crescerà solo dal 2012. Non sono state fatte ancora ipotesi sui listini delle singole marche.
ROBIN HOOD TAX Aziende energetiche
Sale del 4% l'Ire, cioè l'addizionale delle imposte sul reddito che, dal 2008, si impone alle aziende che agiscono nel settore energetico. Quella che è stata ribattezzata la Robin Hood tax (perché colpisce i ricchi e dovrebbe far risparmiare i poveri) passa dal 6,5 al 10,5%. A versare saranno anche tutte le aziende energetiche - pure quelle nel settore rinnovabile - con un fatturato superiore ai 10 milioni. Da questa misura il governo stima delle ulteriori entrate fiscali che per il 2012 non dovrebbero essere inferiori a 1.800 milioni di euro, e di 900 milioni di euro per gli anni 2013 e 2014.
TICKET Modello svedese
Per edulcorare la pillola sono stati ribattezzati «ticket alla svedese», in quanto ricalcano per certe modalità scandinave di partecipazione alla spesa sanitaria. La sostanza è però tosta: ogni servizio sanitario prevederà una «partecipazione economica» da parte del cittadino. Tutto, veramente tutto, compresa la visita dal medico di famiglia: 10 euro a botta. Poi ci sarebbe un ticket sui primi tre giorni di ricovero ospedaliero, che si andrebbe ad aggiungere a quello già stabilito per i ricorsi «impropri» al pronto soccorso (25 euro). Forte riduzione delle esenzioni, che riguardano il 45% della popolazione e consumano il 60% delle prestazioni. Risparmio stimato: 7,5 miliardi l'anno.
SOLIDARIETÀ I redditi alti
I redditi alti dovranno pagare nel 2011, 2012 e 2013 un contributo di solidarietà del 5% per la quota di reddito eccedente i 90 mila euro e del 10% per la quota di reddito eccedente i 150 mila euro. I contributi di solidarietà sono deducibili dal reddito complessivo. I redditi alti potranno però optare per un'aliquota Irpef del 48% per lo scaglione di reddito dai 75 mila euro in su. Il contributo è in linea con quello che già avviene per i dipendenti pubblici. Non si sa ancora come verrà prelevato ma, si suppone che il criterio sia lo stesso già adottato per gli statali: una quota ogni mese, salvo conguaglio.
EVASIONE Scontrini, multe salate
Non dare lo scontrino o la ricevuta fiscale può costare molto caro. E' questa una delle misure che il governo introduce per inasprire la lotta all'evasione fiscale. La norma, per la verità, stride con una misura introdotta nel maggio scorso che proponeva di evitare controlli «vessatori» nei confronti dei contribuenti sospetti. Ma tant'è. Ora viene abbassato il limite per le transazioni in contanti che viene portato a 2.500 euro. Sono inoltre previste sanzioni più aspre per coloro che non rilasceranno fatture fino alla chiusura dell'attività o alla cancellazione dagli ordini professionali.
Donne in pensione a 65 anni dal 2016 Viene introdotto il reato di caporalato
PENSIONI DONNE Tappa 65 anni
L'innalzamento progressivo dell'età per le pensioni di vecchiaia delle donne da 60 a 65 anni viene anticipato al 2016 invece che al 2020. Slitta la pensione degli insegnanti: per chi maturerà il diritto alla pensione dal 1 gennaio 2012 la finestra di uscita slitta al 1 settembre 2013. Resta inteso, tuttavia, che i 40 anni di contribuzione tagliano la testa al toro: chi ce l'ha può (potrebbe, almeno, salvo clamorose novità) smettere di lavorare quando è previsto che questo avvenga. Anche per gli insegnanti che potranno andare in pensione, comunque, i tempi di pagamento del Tfr sono dilazionati.
LIBERALIZZAZIONI Infrastrutture
Previsti 500 milioni, 250 al 2013 e 250 al 2014, per gli investimenti in infrastrutture di quegli enti territoriali che procedano, rispettivamente, entro il 31 dicembre 2012 ed entro il 31 dicembre 2013, alla dismissione di partecipazioni azionarie in società esercenti servizi pubblici locali di rilevanza economica, diversi dal servizio idrico. L'opera di privatizzazione e liberalizzazione riguarda 5 mila società, attive non solo nei settori tipici delle public utilities (energia, trasporti, rifiuti),ma anche nelle infrastrutture, nel commercio, nelle attività ricreative. Valgono 102miliardi e danno lavoro a 270 mila persone.
LAVORO Caporalato
Capitolo apposito sulla nuova 2013 e 250 al 2014, per gli investi- manovra finanziaria per i contratmenti in infrastrutture di quegli en- ti aziendali o territoriali. In questo ti territoriali che procedano, rispet- campo, le parti sociali potranno tivamente, entro il 31 dicembre stabilire deroghe alle disposizioni 2012 ed entro il 31 dicembre di legge o al contratto nazionale 2013, alla dismissione di partecipa- su tutte le materie relative all'orzioni azionarie in società esercenti ganizzazione produttiva del lavoservizi pubblici locali di rilevanza ro: assunzioni, orari di lavoro, fleseconomica, diversi dal servizio idri- sibilità per licenziamenti, contratco. L'opera di privatizzazione e li- ti a termine inquadramento del beralizzazione riguarda 5 mila so- personale. Estesi erga omnes i concietà, attive non solo nei settori ti- tratti separati di Melfi e Pomigliapici delle public utilities (energia, no. Arriva il reato di caporalato, trasporti, rifiuti), ma anche nelle in- che prevede misure severe e la frastrutture, nel commercio, nelle possibilità di carcere dai cinque attività ricreative. Valgono 102 mi- agli otto anni 8 anni. Sono, inolliardi e danno lavoro a 270 mila tre, previste anche limitazioni sulpersone. l'abuso dei tirocini.
ENTI INUTILI Riduzioni anche al Cnel
La norma di riordino dei ministeri prevede la scomparsa di tutti gli enti pubblici con meno di 70 dipendenti. Ne sono stati censiti circa trenta, alcuni prestigiosi e noti, come l'Accademia della Crusca di Firenze che da secoli è custode della lingua italiana. Ma ce ne sono anche altri, come il Coni (limitatamente alla parte non ancora privatizzata), l'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente, l'Agenzia per il Terzo Settore, il Museo Storico della Fisica. Per intanto i membri del Cnel passano da 120 a 70. Il progetto di taglio, però, è ancora da valutare nelle sue valutazioni finali.
TUTTO SUL WEB Trasparenza
Grande azione di trasparenza dei conti pubblici. Sul web - al sito della Corte dei Conti - non solo saranno riportate tutte le relazioni di merito dei supremi giudici contabili, ma nel rendiconto annuale relativo alle Regioni e agli enti locali, ci sarà un link che consentirà di verificare tutte le spese di rappresentanza effettuate dagli amministratori. In linea di principio una iniziativa lodevole. In via di fatto uno strumento difficilmente consultabile da parte di chi non abbia consuetudine con le scritture contabili e con la lettura dei bilanci. Anche per gli amministratori locali, tuttavia, vige il principio di meno aerei blu e solo voli in economy.