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Pescara, 12/04/2026
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17/08/2011
Il Messaggero
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«Grande Pescara, ci siamo» Pagano rilancia l'idea di Costantini: «Ora c'è il clima giusto» Il consigliere Idv: «Basta con le parole è tutto pronto, basta che alzino la mano» |
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L'AQUILA - Prima l'accorpamento delle province di Pescara-Chieti (poi retrocesso all'unificazione di alcuni servizi), poi la riunione delle regioni di Abruzzo e Molise. Infine, il rilancio del progetto per la Grande Pescara, ovvero un'area vasta che allarghi i contorni dell'area metropolitana che oggi vede l'esistenza di tre Comuni (Pescara, Montesilvano e Spoltore). E' stato senza dubbio il Ferragosto della libera razionalizzazione degli enti pubblici in chiave abruzzese quello visto sugli schermi politici delle giornate clou dell'estate. Se nei giorni precedenti alla festa erano stati i due presidenti di Provincia, Testa per Pescara e Di Giuseppantonio per Chieti, a lanciare l'idea - sulla scia della manovra d'emergenza varata dal Governo che abbraccia il principio della riduzione degli enti locali inutili - di accorpare le due province adiacenti, a ruota sono seguite altre due idee analoghe. La prima l'ha lanciata Paolo Palomba, consigliere regionale Idv che pensa a un referendum per chiedere agli abruzzesi e ai molisani che ne pensano di fronte all'idea di riunificare i due enti in una macroregione. «Lo dobbiamo ai cittadini ai quali oggi si chiedono enormi sacrifici per via della crisi economica. Riunificando le due regioni - osserva Palomba - avremo un solo Consiglio regionale invece dei due attuali, una sola giunta, una sola presidenza, la riduzione drastica del numero di consiglieri e assessori, oltre che di uffici e auto blu». Sulla scia di Palomba, si è posto anche Pagano che per ha focalizzato l'obiettivo sulla zona di Pescara dove la proposta di Grande Pescara è lì da tempo, sospesa. A lanciarla per primo l'Idv Costantini. Oggi il presidente del consiglio regionale riprende il tema. «Sono favorevole - ha proseguito Pagano - a sostenere il progetto di fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore; progetto dal quale si sviluppa un modello amministrativo e territoriale capace di liberare maggiori risorse sul territorio ed offrire servizi di qualità alla comunità dell'area metropolitana pescarese. Sono progetti strategici - ha concluso Pagano - che seguono le linee programmatiche tracciate dalla manovra finanziaria, in termini di riduzione della spesa pubblica, attraverso la razionalizzazione degli enti locali». Pagano, riconoscendo la paternità dell'idea al collega dell'Idv Costantini, ha spiegato di averla riproposta ora «per il clima fortemente riformatorio che si è creato, non l'ho sponsorizzata subito perchè come presidente del consiglio prima di fare un'iniziativa volevo rifletterci su. I Comuni più importanti devono dare il buon esempio perchè ci sono vantaggi enormi e penso all'erogazione dell'acqua e rifiuti, già gestiti ora dai consorzi». Cosa fare tecnicamente? «Due cose - spiega Pagano - intanto una semplificazione del quadro ovvero una legge regionale che agevoli l'iniziativa della fusione dei Comuni (procedure più snelle e incentivi), poi agevolare il sistema referendario e arrivare a una consultazione più rapida possibile con i cittadine dei tre Comuni. Ma penso anche a Chieti e alcuni comuni dell'hinterland».
Il consigliere Idv: «Basta con le parole è tutto pronto, basta che alzino la mano» Carlo Costantini, consigliere regionale Idv, lei è il padre della proposta di accorpare Pescara, Montesilvano e Spoltore. «Non l'ho solo pensata. Ho depositato la proposta per l'indizione del referendum, ho istituito il comitato promotore, ho fatto il logo. E' tutto pronto». Insomma, non ci ha messo solo il cappello. «Appunto. Qui basta un alzata di mano dei consiglieri di maggioranza e il referendum si fa». Pagano le ha riconosciuto la paternità dell'idea. «Ne avevo parlato con Nazario già in tempi non sospetti e lui aveva manifestato ampia disponibilità. Questo va detto a suo credito. Posso dire una cosa però?». Prego. «Non bisognava aspettare la crisi dei mercati finanziari internazionali per capire che la pubblica amministrazione non funziona e costa troppo. Basta parlare con la gente e con gli imprenditori». Anche questo si sapeva, però. «Bene, allora nei limiti delle nostre competenze costituzionali facciamo quello che possiamo fare. Un errore che si commette spesso in politica è discutere su ciò che non si può fare». Provi a spiegarsi. «La Costituzione consente alle Regioni di determinare sulla fusione dei Comuni. Quindi, invece di chiacchierare su prospettive e progetti che non dipendono da noi, cominciamo a fare cose che dipendono da noi. La fusione dell'area vasta di Pescara dipende solo dalla volontà dei cittadini e da una legge della regione Abruzzo, punto». Più chiari di così, si muore. Anzi, si vota. «Guardi, tecnicamente il percorso è già pronto. Abbiamo allestito un sito www.pescaramontesilvanospoltore.it. C'è uno studio di fattibilità, c'è anche il via libera del comitato statutario previsto dalla Regione. Ci sono disponibili 150 milioni di euro di maggiori risorse e premi dallo Stato. La proposta è destinata al odg del Consiglio».
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