La fase di realizzazione del Valpescara di Manoppello dovrà essere chiusa entro il 2008
PESCARA. Diciotto anni trascorsi fra progettazione, ricerca fondi, autorizzazioni e lavori di realizzazione. Ieri l'annuncio della società proprietaria dell'impianto e della Regione: l'interporto Valpescara di Manoppello, dal lontano 1989 indicato come la chiave di volta per rimettere l'Abruzzo al centro dei grandi flussi dei trasporti di merci, ha aperto i suoi battenti.
Ma quello che è entrato in esercizio all'inizio di novembre è un interporto a regime ridotto, con una lunga lista di lavori da ultimare e con la necessità di chiudere la fase di realizzazione entro il 2008, quando l'Unione europea richiederà la quietanza dei contributi erogati come partner pubblico della società.
Il polo di connessione fra le merci che viaggiano su strade e ferrovie, con l'opportunità di unire anche porto di Ortona e aeroporto di Pescara, per il momento deve accontentarsi infatti di connettere i soli mezzi che viaggiano su gomma.
«E' vero, ci sono stati dei ritardi» ha ammesso ieri in conferenza stampa il presidente della Interporto Valpescara Spa, Dino Di Vincenzo, «ma ora possiamo contare su una grande struttura che potrà davvero tagliare l'isolamento della nostra regione».
La struttura di Manoppello, che si estende su circa cento ettari, «è entrata nel Sistema nazionale integrato dei trasporti e riconosciuto come nodo dei grandi corridoi europei» ha aggiunto Di Vincenzo, che ha tagliato virtualmente il nastro lo scorso primo novembre, con l'ingresso nella struttura delle società Fas e Cometa, che hanno occupato un'area di circa 10 mila metri quadrati.
Ma il completamento dell'opera e la sua piena funzionalità restano ancora obiettivi da raggiungere.
A partire dai collegamenti: la bretella che dovrà unire l'interporto con la linea ferroviaria nei pressi di Brecciarola sarà pronta solo a metà 2007, limitando i collegamenti con il porto di Ortona dunque al solo mezzo stradale.
Anche sul piano dell'impiantistica resta molto da fare: sono stati realizzati, secondo quanto afferma la società, i lavori di viabilità interna, il collegamento con la Tiburtina, i piazzali, gli impianti a rete, gli edifici direzionali, due magazzini lo scambio gomma-gomma e altrettanti per quello fra ferro e gomma per un totale di circa 20 mila metri quadrati, su un totale di 100 mila mq previsti nel progetto.
Altri lavori, compreso il tronchetto ferroviario, vedranno la luce entro il 2007, ma intanto i promotori della struttura devono fare i conti con le modifiche imposte da Roma, dove la commissione nazionale per la Valutazione d'impatto ambientale, ha annunciato l'assessore ai trasporti Tommaso Ginoble, «ha preteso che rinunciassimo al ponte che avrebbe dovuto interessare Rosciano», mentre vedrà la luce un casello autostradale altamente tecnologico dedicato alla zona industriale coinvolta.
Il prossimo anno insomma dovrà essere quello della svolta per l'interporto Valpescara, anche sotto il profilo organizzativo.
Cambierà infatti la denominazione della società di gestione, che si trasformerà in Interporto d'Abruzzo, e la Regione entrerà come socio di minoranza, così come potrebbero decidere di fare altri enti locali.
«L'interporto», ha sottolineato infatti Ginoble «può rappresentare un valido esempio di incontro fra finanza pubblica e privata».