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Pescara, 12/04/2026
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Data: 17/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi difende le scelte: le nostre infrastrutture saranno finanziate. Mascitelli (Idv): incontriamoci in vista del 20 ottobre D'Alessandro (Pd): in aula altre bugie

PESCARA. «Il ritardo nel riparto della nostra quota Fas, non autorizza a dire che il Fas Abruzzo è stato bocciato. Ad eccezione del Molise, che ha optato per il finanziamento di un unico progetto, nessuna Regione ha ricevuto la rispettiva parte dei fondi Par Fas. Noi abbiamo scientemente deciso di tener fuori dalla programmazione Fas quegli interventi che, invece, dovranno essere finanziati attraverso l'Accordo integrativo quadro per le infrastrutture ed il Masterplan». Il governatore Gianni Chiodi va avanti per la sua strada. Continuerà a difendere la linea ed il contenuto dei Fas, così come concordato con le parti sociali ed economiche. «E' la cosa migliore che si possa fare per il bene degli abruzzesi, del territorio, delle future generazioni», aggiunge. E la rinuncia al Piano per il Sud dice che non avrà ripercussioni: «Di contro», sottolinea, «avrebbe potuto compromettere le altre nostre richieste, poiché avremmo dovuto indicare il finanziamento di una sola grande opera, ad esempio il progetto della Pedemontana o la valoriazzione dei porti, rinunciando alle altre».
In aula il governatore ha voluto mettere da parte «ogni verve polemica, nel rispetto dei parlamentari presenti e delle istituzioni» e parlato come da quel 29 maggio 2009, giorno della sottoscrizione col Governo dell'atto per le infrastrutture siano avvenuti «cambiamenti epocali». «La nostra porzione di Fas», spiega, «è di poco superiore ai 600 milioni di euro. Per accontentare tutti su tutto occorrerebbero 25-50 miliardi. Per questo, anziché dire al governo di destinarli ad una sola grande opera, col pericolo di utilizzarli chissà quando, abbiamo preferito averli subito e spalmati su settori diversi ma ugualmente importanti per la ripresa».
Chiodi tuttavia ammette al Centro come in realtà di quei 611 milioni, una novantina siano stati già impiegati per il dissesto idrogeologico. Quindi alla fine di ottobre, quando (e se) a Roma si riparlerà dei Fas la somma per l'Abruzzo sarà di circa 520 milioni di euro.
I parlamentari presenti lunedì in aula hanno ascoltato l'intervento di Chiodi e respinto l'invito del presidente del consiglio Nazario Pagano a intervenire dopo che l'assemblea aveva già votato il documento finale. «L'unica novità emersa è la volontà espressa dal presidente Chiodi di convocare un incontro con tutti i parlamentari abruzzesi, come avevamo suggerito da tempo, spero, ora, che questo incontro si faccia al più presto, visto anche l'impegno che hanno preso di sbloccare le richieste per l'Abruzzo antro settembre», commenta il senatore Idv Alfonso Mascitelli che definisce deludente il consiglio di Ferragosto. «Sia chiaro però che noi chiediamo per la nostra regione risorse vere e non i famigerati protocolli, firmati in passato, di miliardi di euro che non sono mai arrivati e che nessuno ha mai visto. Anche perché», conclude, «l'ultimo banco di prova sarà il 20 ottobre. Entro quella data sarà presentato al Parlamento il disegno di legge del bilancio dello Stato, con allegati i programmi aggiornati delle risorse Fas: se si perde anche quel treno, faremo ancora più fatica a recuperare i ritardi accumulati».
«Chiodi mente anche nell'aula assembleare, ovunque pur di giustificare se stesso», sbotta il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro ricordando la contro-proposta che il il partito aveva presentanto su pochi punti strategici «con l'obiettivo di concentrare le risorse ed evitare la dispersione in mille rivoli». Il documento prevedeva inoltre la richiesta al governo di far rientrare l'Abruzzo nel Piano del Sud. «Sulla mancata approvazione del Fas e la conseguente mancata assegnazione delle risorse nell'ultima seduta del Cipe, Chiodi aveva affermato che ciò era avvenuto solo per quelle regioni che avevano ceduto al governo sulla concertazione delle risorse in poche azioni e citava ad esempio il Molise che si era arresa a finanziare un solo intervento», prosegue D'Alessandro, «tutto falso, ho qui le carte: al Molise sono stati assegnati 586,5 milioni di euro e non certo per un opera sola, bensì per tre interventi: la Termoli-San Vittore per 200 milioni di euro, danni alluvioni ed eventi atmosferici per 40,3 milioni di Euro, opere legate al sisma del 2002 per 346,2 milioni di euro. E all'Abruzzo? Zero. Chiodi ha rinunciato ad una cosa certa, il Piano per il Sud, per un'altra cosa che non c'è e nessuno sa se e quando ci sarà. Questa è la verità». (a.mo.)

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