Trasformare le aree di risulta in una grande vetrina turistica della città per richiamare visitatori, vecchi e nuovi, nell'appannato emporio d'Abruzzo. Sul modello-Barcellona. E' il suggerimento che lancia la Confesercenti, quando a Pescara si accendono i riflettori sull'agenda delle grandi opere, che saranno puntellate dopo le ferie. Il sindaco Albore Mascia nei giorni scorsi ha annunciato per settembre il via alla delibera di indirizzo per la riqualificazione delle aree di risulta: una o due torri con uffici e servizi, parcheggi, l'albergo al Ferrhotel, teatro. Le idee snocciolate dal sindaco riguardano anche la rivitalizzazione della stazione ferroviaria; nel dialogo da riaprire con Centostazioni potrebbe esserci la declinazione di spazi in vetrine che non entrino in conflitto con quelle del centro commerciale naturale, non escluso un supermercato. Ipotesi che poco convince l'associazione dei commercianti. «Si tratterebbe di una media superficie, da 2500 metri quadri, che se destinata a supermercato non sarebbe un elemento di forte interesse, se non per i residenti; peraltro l'offerta in città già c'è - premette Gianni Taucci, Confesercenti -. Sarebbe auspicabile invece pensare a destinazioni che agiscano come elemento di richiamo per l'esterno: una grande piattaforma dei prodotti tipici con punti vendita, di ristorazione e di degustazione; oppure un centro commerciale con marchi e prodotti alternativi a quelli delle vetrine cittadine, ma a quel punto bisognerebbe acquisire nuovi spazi».
Così per il restyling delle aree di risulta, la Confesercenti suggerisce scelte ad effetto, imperniate sull'originalità. Nuovo traino di turisti. «La pianificazione non deve essere dettata dalle esigenze del residente, ma da quelle del turista - dice Taucci -. Le aree di risulta potrebbero accogliere elementi di forte richiamo, luoghi di intrattenimento o da visitare, ad esempio un acquario sul modello di Barcellona. Avrebbe peraltro l'effetto di creare un turismo destagionalizzato, anche scolastico. Anche il teatro potrebbe essere un elemento interessante, ma la scelta va valutata con attenzione: o si punta su un grande teatro, seppur costoso con cartelloni importanti, altrimenti avrebbe poco senso in una città già provvista di teatri che potrebbero essere potenziati. In ogni caso, riteniamo che qualsiasi scelta debba essere oggetto di riflessione condivisa con tutte le associazioni di categoria. Si tratta di progetti strategici per il futuro della città». Preliminare il potenziamento dei parcheggi, come peraltro in agenda. «Oggi si pagano tariffe elevate per un servizio poco adeguato - dice Taucci -, serve un sistema organico di parcheggi e viabilità».