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Data: 17/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi e manovra - Liquidazione dopo due anni per oltre 19 mila statali. Con il contributo di solidarietà arriveranno 3,8 miliardi (I provvedimenti della manovra - guarda)

ROMA Toccherà complessivamente cinquantamila dipendenti pubblici il rinvio del pagamento della liquidazione: per 19 mila di loro l'attesa sarà di due anni. È una delle misure contenute nel decreto di Ferragosto i cui effetti quantitativi sono chiariti nella relazione tecnica che accompagna il testo. Il provvedimento arriverà oggi al Senato, mentre l'avvio della discussione in commissione è fissato all'inizio della prossima settimana. Proprio la relazione tecnica sarà la base di partenza per eventuali modifiche, visto che l'esame parlamentare dovrà comunque garantire il mantenimento degli stessi saldi di bilancio.
Liquidazioni. Le norme in vigore fino ad ora prevedevano che il trattamento di fine servizio fosse immediatamente erogato ai lavoratori pubblici nel caso in cui l'uscita avvenisse per raggiunti limiti di età o di servizio (dunque con la pensione di vecchiaia o con 40 anni di anzianità); era invece previsto un ritardo di sei mesi in caso di pensionamento anticipato. Con le nuove norme lo slittamento sarà invece di due anni in quest'ultimo caso e di sei mesi per l'uscita di vecchiaia o con 40 anni; il pagamento resta immediato solo nel caso di decesso o inabilità. Non sarà toccato chi ha maturato i requisiti prima dell'entrata in vigore del decreto. I dipendenti colpiti dal rinvio più pesante, che dovranno aspettare quindi un anno e mezzo in più, sono stimati in 19.000 nel 2012; quelli invece per i quali si prospetta un'attesa di sei mesi, sempre relativamente al prossimo anno, oscillano tra i 16.500 e i 35.000 perché una parte degli interessati accede alla pensione solo in un momento successivo alla maturazione dei requisiti minimi. In tutto i potenziali interessati dalla novità potrebbero arrivare dunque a 54.000 unità; il risparmio stimato è di 330 milioni il prossimo anno e oltre un miliardo nel 2013.
Scuola. Insegnanti e altri lavoratori di questo settore lasciano il servizio all'inizio dell'anno scolastico, il primo settembre, per ovvi motivi organizzativi. Finora erano rimasti esclusi dalle norme che rinviano l'accesso effettivo alla pensione (la cosiddetta finestra mobile). Il decreto prevede ora che l'uscita avvenga nell'anno successivo a quello della maturazione dei requisiti, fatti salvi coloro che li raggiungono entro quest'anno. La penalizzazione dovrebbe riguardare 15-17.000 dipendenti tra il 2012 e il 2015.
Vecchiaia donne. Il moderato anticipo della tabella di marcia per il passaggio a 65 anni dell'età della pensione di vecchiaia per le dipendenti private avrà come previsto effetti progressivi nel tempo. Il nuovo schema parte dal 2016 e arriva a regime nel 2028, quattro anni prima di quanto previsto a luglio. Il beneficio finanziario per lo Stato è di 1,8 miliardi nel 2021, ma gli effetti saranno nulli fino al 2016. Questa novità si intreccia con l'adeguamento dell'uscita di uomini e donne all'allungamento della vita media: per cui al 2028 l'età effettiva sarà superiore ai 65 anni.
Contributo di solidarietà. Il gettito annuo del prelievo che entra in vigore già quest'anno è stimato in 2,8 miliardi l'anno. A questa somma però vanno sottratti da una parte il minore gettito Irpef, a regime 1,2 miliardi (visto che il contribuito è deducibile ai fini dell'imposta sul reddito), sia i più modesti introiti derivanti dal taglio di retribuzioni pubbliche e pensioni oltre i 90.000 euro. Alla fine insomma l'effetto netto, posticipato per la dinamica dei versamenti fiscali, sarà di 674 milioni nel 2012 e poco meno di 1,6 miliardi nel 2013 e nel 2014. In tre anni si arriva così a circa 3,8 miliardi.
Studi di settore. La stretta interviene su una platea di circa 700.000 soggetti: complessivamente si avrà nel 2012 un maggior gettito per 330 milioni.
Rendite finanziarie. Lo Stato incasserà circa 1,9 miliardi l'anno in più, in termini di competenza, grazie al passaggio dal 12,5 al 20 per cento della tassazione su rendimenti e plusvalenze (esclusi i titoli di Stato). L'effetto netto tiene conto del minor gettito pari a 277 milioni derivanti dalla riduzione dal 27 al 20 per cento del prelievo sugli interessi bancari.
Enti. La relazione tecnica precisa che la soppressione degli enti con meno di 70 dipendenti riguarderà anche quelli di ricerca.

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