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Pescara, 12/04/2026
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Data: 17/08/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Sì alla macroregione. Abruzzo e Molise insieme La riunificazione piace e c'è chi parla di referendum

PESCARA Abruzzo e Molise di nuovo insieme, per ridurre i costi della politica e dare vita a una nuova grande regione, più snella ed efficiente, e in grado di uscire indenne dalla crisi economica internazionale. La battaglia di Paolo Palomba, consigliere regionale dell'Idv in Abruzzo, ha origini lontane: la sua prima proposta di accorpamento risale a tre anni fa. Negli ultimi giorni l'ha rilanciata, e ora che una rigida dieta dimagrante si è resa indispensabile per il Paese, ha già incassato l'appoggio del leader del suo partito Di Pietro, e aperture trasversali dagli schieramenti politici delle due regioni. "Per me che sono nato a Schiavi d'Abruzzo, ho la nonna molisana e vivo a San Salvo - spiega Palomba - è qualcosa che va oltre le contingenze del momento". Per le due regioni interessate, che insieme contano poco più di un milione e 600 mila abitanti, i risparmi sarebbero ingenti: resterebbero un solo presidente e un solo vice-presidente di un'unica giunta di governo, risulterebbero dimezzati i 18 assessorati che amministrano le due regioni e i 75 posti complessivamente disponibili nei consigli abruzzese e molisano subirebbero una drastica riduzione numerica. Senza contare lo snellimento a cui sarebbe sottoposta l'intera macchina burocratica, con gli accorpamenti di enti strumentali e territoriali, agenzie regionali, strutture direttive, commissioni e uffici. Inoltre, una volta per tutte, potrebbe essere affrontato il nodo del bicefalismo abruzzese, che negli anni ha alimentato una dispendiosa duplicazione delle strutture regionali, disseminando sedi tra L'Aquila e Pescara. "E' un atto dovuto nei confronti dei cittadini, che in questo momento sono chiamati a compiere grandi sacrifici - sottolinea il consigliere dell'Idv -. Sono intenzionato a promuovere un referendum popolare che dia l'ultima parola agli abitanti delle due regioni ". Palomba ha già fissato i tempi della sua task force politica: "Ho avviato degli studi per quantificare i risparmi ed esaminare tutti gli aspetti tecnici, entro 5 o 6 mesi dovrei terminare il lavoro e subito dopo avvierò la mobilitazione per indire la consultazione popolare". Il consigliere regionale di opposizione già immagina la nuova geografia istituzionale abruzzese-molisana: "E' ancora prematuro parlarne, ma il capoluogo di regione non potrebbe che essere la città più grande, ovvero Pescara". Nuovi scenari si aprono anche alla luce dell'abolizione delle province più piccole e dei comuni sotto i mille abitanti. Se il sindaco di Collarmele, in provincia dell'Aquila, annuncia battaglia ("perché con le fonti rinnovabili ci garantiamo entrate autonome che superano la metà del bilancio e dunque non è giusto scomparire") Palomba vede nella fusione tra le due regioni un'opportunità per ovviare alla cancellazione di alcune realtà territoriali di rilievo: "Si potrebbe pensare all'istituzione di una nuova provincia che comprenda Isernia e Campobasso, soppresse dalla manovra, e una città di media grandezza come Vasto". La proposta di fusione tra le regioni ha già riscosso il consenso dell'assessore molisano Marinelli e del consigliere abruzzese Tagliente, entrambi di centrodestra. Il presidente del consiglio regionale abruzzese, Nazario Pagano, intanto annuncia: "A settembre rilanceremo il progetto Macroregione, strategico e coerente con la linea tracciata dal governo in termini di riduzione della spesa pubblica".

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