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Pescara, 12/04/2026
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Data: 17/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Province, coro di sì alla fusione. L'Udc: accorpare i servizi di Chieti e Pescara significa risparmiare

Anche il Pd è favorevole all'unione: in questo modo si possono offrire più garanzie ai lavoratori

CHIETI. Servizi associati più che fusione istituzionale vera e propria. L'idea di una sinergia tra le Province di Chieti e Pescara, anticipata dai presidenti dei due enti d'area metropolitana, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, in linea di massima piace.
Sono positive le prime reazioni di alcuni consiglieri della Provincia teatina. Dissonante, comunque, Eliana Menna dell'Idv e cauto Nicola Tinari della Federazione della sinistra. «Unire i servizi è una cosa fattibile, ma immaginare la fusione tra gli enti è utopisitico», dice Camillo D'Amico del Pd, in linea con il collega Antonello Linari di Pescara. «Unendo alcuni servizi daremmo certezze ai lavoratori, garanzia di maggiore efficienza ai cittadini, una più solida percezione dell'ente sul territorio».
«Ops, Alesa e PescarAmbiente», continua, «sono gli enti strumentali partecipati delle due province che potrebbero trovare anche l'adesione dei comuni nell'assetto azionario. A questi enti potrebbero essere trasferite attività, come la manutenzione delle strade, delle scuole o il genio civile, creando da subito un consorzio con un'unica regia, nell'attesa di una nuova ed unica società». Menna, Idv, è scettica. «Non sono contraria a priori a questa ipotesi, ma ho timore che la fusione possa penalizzare la zona a sud della provincia, da Lanciano fino a Vasto e San Salvo, con una concentrazione dei servizi tra Chieti e Pescara città». Per Fabrizio Montepara del Pdl: 8Ben vengano da subito i servizi associati ma di pari passo a un trasferimento alle Province di maggiori competenze. I consorzi rifiuti e acqua» aggiunge convinto, «a esempio, potrebbero passare alle Province».
Per Paolo Sisti, anche lui esponente del Pdl) «prima dei servizi associati, però, andrebbe fatta una consultazione referendaria tra i Comuni e i cittadini interessati». Tinari della Federazione della sinistra osserva: «Il progetto dell'area metropolitana risale al' 96-97, ora va approfondito come verrà ripreso e riproposto».
Gianni Di Rito dell'Udc conclude: «Questa fusione, necessaria, deve essere quanto più immediata possibile. Accorpare i servizi significa risparmiare. Iniziamo dalla sanità, dove torno a riproporre una Asl d'area metropolitana, e dal sociale, dove il taglio ai trasferimenti rischia di portare a una forte contrazione dei servizi».

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