PESCARA. Interventi strutturali fra Pescara e Manoppello e nel tratto che unisce Avezzano e Lunghezza. E' questa la richiesta che la Regione ha deciso di formulare al governo nazionale per il rafforzamento della ferrovia che taglia orizzontalmente l'Abruzzo.
«Chiedere un miliardo di euro per la ferrovia Pescara-Roma è velleitario. Possiamo invece agire sul governo per interventi precisi alle estremità della tratta» ha spiegato l'assessore ai trasporti Tommaso Ginoble, che il 15 novembre ospiterà gli assessori ai trasporti di Lazio, Umbria e Marche per sottoscrivere un protocollo di collaborazione, nella speranza di «rimettere l'Abruzzo al centro dei grandi collegamenti», con un occhio di riguardo proprio a Roma.
«Il passato governo» ha ricordato Ginoble «per unire Tirreno e Adriatico aveva puntato sull'attraversamento di Umbria e Marche e sul collegamento fra Roma e Ancona. Un processo costoso e completamente da costruire, mentre l'Abruzzo può competere con un collegamento già realizzato».
Il percorso, sul quale gli autotrasportatori da tempo manifestano perplessità a causa della eccessiva pendenza, «può arrivare ai porti di Ortona e Vasto, supportare Ancona, rappresentare un collegamento ideale con i Balcani e aprirsi anche alla Campania. E' questo» ha aggiunto l'assessore Ginoble «il disegno che abbiamo in mente e che chiederemo alle altre Regioni del centro Italia di sostenere».