PENNE - Nella galleria di fatti criminosi sui mezzi pubblici, ci mancava anche quello di un uomo che sull'autobus ha provato a masturbarsi sedendosi vicino ad una giovane donna nel tratto compreso fra Penne e Loreto Aprutino. Il 45enne, che è stato fatto scendere dal mezzo, è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di Penne diretta dal capitano Massimiliano Di Pietro. E' successo su un bus della Gtm i cui autisti spesso si trovano alle prese con gente anche violenta che le pensa tutte pur di non pagare il biglietto o che tenta di derubare qualche signora o, come qualche anno fa, con viaggiatori che denunciano la presenza di zecche sui sedili. Insomma, l'ultimo episodio del molestatore che vuole masturbarsi ispirandosi alla propria vicina di posto, una trentaduenne, ha fatto sbottare qualche autista. «Sulla Penne-Pescara qualche brutta storia, come quest'ultima, accade. Ma è chiaro che i problemi peggiori ce li abbiamo nel trasporto urbano di Pescara. Ora che dobbiamo fare anche i biglietti a bordo la situazione per noi si è complicata ulteriormente», dichiara l'autista rigorosamente anonimo della società pescarese dei trasporti. «A volte ci sentiamo davvero in difficoltà anche se, tutto sommato, qui da noi non siamo ai livelli delle grandi metropoli», aggiunge un collega. Sui bus della Gtm, società presieduta da Michele Russo, i controlli sui viaggiatori sono comunque frequentissimi. Sui mezzi urbani di Pescara salgono in borghese anche dei poliziotti per delle verifiche. Lo scopo è quello di evitare scippi. Uno se ne registrò un paio d'anni fa ed accadde sulla linea Penne-Pescara. Lo ricorda un autista, G.F, testimone diretto: «Me ne accorsi guardando attraverso lo specchietto. Chiamai col telefonino la polizia che a Montesilvano, salita a bordo in borghese, scoprì il ladro e restituì il portafogli alla signora che a dire il vero neppure se ne era accorta». Quali sono gli altri problemi sui vostri mezzi? «La gente si lamenta per la sporcizia. La manutenzione e la pulizia lasciano a desiderare in tanti momenti, effettivamente». Illuminante il caso di una signora di Penne che segnalò a Il Messaggero una zecca che saltava sul sedile. E non era un caso isolato purtroppo.