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Pescara, 12/04/2026
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Data: 18/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Il governatore: aiuti per lo scalo di Pescara. La richiesta al ministro per avere i finanziamenti

PESCARA. Ecco alcuni stralci della lettera che il presidente della Regione Gianni Chiodi ha inviato al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
Realizzazione del terzo binario tra le stazioni di Pescara centrale e Pescara Porta Nuova. Trattasi di un intervento che consente di razionalizzare il traffico ferroviario sulla linea Adriatica e quindi renderlo più efficiente, dal momento che eviterebbe l'interferenza dei treni da e per Sulmona con la stessa linea Adriatica. I convogli diretti verso Sulmona, attestati su Pescara Centrale, sarebbero quindi gestiti in maniera del tutto indipendente da quelli circolanti sull'Adriatica con rilevanti benefici anche per i collegamenti con l'interporto Val Pescara. L'intervento ha un costo stimato in 17 milioni di euro.
Deviazione del porto canale di Pescara e suo prolungamento fino a sfociare oltre l'attuale diga foranea. Il porto di Pescara, per la sua centralità nel Corridoio adriatico, potrebbe veder crescere il proprio ruolo e il proprio traffico in modo rilevante specialmente nel settore passeggeri. Il settore del trasporto passeggeri su navi traghetto rappresenta, infatti, quello che nella realtà portuale pescarese potrebbe avere l'evoluzione più rapida e consistente. Lo sviluppo del complesso portuale di Pescara è subordinato alla razionalizzazione degli spazi riservati alle diverse attività portuali e alla soluzione dei problemi di natura ambientale connessi al fiume Pescara. E proprio da quest'ultimo aspetto deriva l'ostacolo più importante allo sviluppo del porto legato al problema del continuo insabbiamento e quindi dei bassi fondali che implicano, di conseguenza, opere di dragaggio quasi annuali con rilevanti impegni finanziari, senza risolvere alla radice il problema. Al fine di dare razionalità all'infrastruttura, è stato predisposto il nuovo Piano regolatore portuale e attualmente è in corso la procedura della Vas, che prevede una serie di opere e tra queste la deviazione del porto canale e il suo prolungamento fino a sfociare oltre la diga foranea che permetterebbero di limitare notevolmente il fenomeno dell'insabbiamento e risolvere il problema in maniera strutturale. Il costo degli interventi è stimato in 20 milioni.

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