PESCARA. Ecco alcuni stralci della lettera che il presidente della Regione Gianni Chiodi ha inviato al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
Realizzazione del terzo binario tra le stazioni di Pescara centrale e Pescara Porta Nuova. Trattasi di un intervento che consente di razionalizzare il traffico ferroviario sulla linea Adriatica e quindi renderlo più efficiente, dal momento che eviterebbe l'interferenza dei treni da e per Sulmona con la stessa linea Adriatica. I convogli diretti verso Sulmona, attestati su Pescara Centrale, sarebbero quindi gestiti in maniera del tutto indipendente da quelli circolanti sull'Adriatica con rilevanti benefici anche per i collegamenti con l'interporto Val Pescara. L'intervento ha un costo stimato in 17 milioni di euro.
Deviazione del porto canale di Pescara e suo prolungamento fino a sfociare oltre l'attuale diga foranea. Il porto di Pescara, per la sua centralità nel Corridoio adriatico, potrebbe veder crescere il proprio ruolo e il proprio traffico in modo rilevante specialmente nel settore passeggeri. Il settore del trasporto passeggeri su navi traghetto rappresenta, infatti, quello che nella realtà portuale pescarese potrebbe avere l'evoluzione più rapida e consistente. Lo sviluppo del complesso portuale di Pescara è subordinato alla razionalizzazione degli spazi riservati alle diverse attività portuali e alla soluzione dei problemi di natura ambientale connessi al fiume Pescara. E proprio da quest'ultimo aspetto deriva l'ostacolo più importante allo sviluppo del porto legato al problema del continuo insabbiamento e quindi dei bassi fondali che implicano, di conseguenza, opere di dragaggio quasi annuali con rilevanti impegni finanziari, senza risolvere alla radice il problema. Al fine di dare razionalità all'infrastruttura, è stato predisposto il nuovo Piano regolatore portuale e attualmente è in corso la procedura della Vas, che prevede una serie di opere e tra queste la deviazione del porto canale e il suo prolungamento fino a sfociare oltre la diga foranea che permetterebbero di limitare notevolmente il fenomeno dell'insabbiamento e risolvere il problema in maniera strutturale. Il costo degli interventi è stimato in 20 milioni.