PESCARA. All'inusuale Consiglio regionale di Ferragosto, il presidente Nazario Pagano aveva invitato anche i senatori e i deputati abruzzesi, per cercare di dare un segnale ancora più forte alla popolazione e per fare davvero fronte comune nei confronti del governo in vista della riunione del Cipe di settembre che deciderà lo sblocco delle risorse comunitarie del Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate). Tre giorni fa però, nella sala dell'Emiciclo erano presenti solo sei parlamentari su venti: i senatori Giovanni Legnini, Filippo Piccone, Paolo Tancredi, Alfonso Mascitelli con i deputati Lanfranco Tenaglia e Augusto Di Stanislao.
Tra gli assenti, i senatori Andrea Pastore e Fabrizio Di Stefano con i deputati Paola Pelino, Vittoria D'Incecco e Daniele Toto. Quest'ultimo in vacanza all'estero, dunque impossibilitato a essere presente.
«Non ho potuto partecipare essendo da qualche giorno fuori in vacanza», si giustifica Di Stefano. «Alla luce poi del documento approvato, che chiede al governo nazionale lo sblocco dei Fas, entro e non oltre il 30 settembre, quindi non dopodomani mattina, mi fa forse convenire con quanto ha detto il consigliere Ricciuti, circa l'opportunità di tenere il Consiglio proprio il giorno di Ferragosto, che tra l'altro è una festività religiosa, importante quanto quella dell'Immacolata concezione. Senza entrare nelle polemiche che questa scelta ha suscitato», aggiunge Di Stefano, «credo che essere usciti dal Consiglio regionale, con un documento non condiviso, ci porta a considerare che sarebbe stato più opportuno utilizzare qualche giorno in più, per tentare di arrivare a una posizione unitaria, evitando le faziose strumentalizzazioni del centrosinistra, ma soprattutto per dare maggiore forza alle posizioni dell'intero Abruzzo nei confronti del governo nazionale, su una tematica per noi fondamentale per il rilancio dell'economia abruzzese nei prossimi anni».
«Non ho partecipato perché non ritengo una cosa seria convocare un Consiglio a Ferragosto», afferma Andrea Pastore, «e poi avrei dovuto ricevere un invito ufficiale da parte del presidente (Pagano, ndc) non tramite i giornali. Un argomento serio come quello dei Fas merita la giusta attenzione anche sulla stampa, ma il giorno dopo non c'erano quotidiani in edicola. Poi riunioni di questo tipo si tengono soltanto per questioni eccezionali, come la chiamata alle armi, se c'è una tragedia o qualcosa di irreparabile. Sui Fas», prosegue, «si è alzato un gran polverone, ma ricordo come tutte le sparate dell'opposizione si siano rivelate sempre dei flop. Sono convinto che a settembre il governo darà quanto spetta all'Abruzzo».
«Non ho ricevuto nessun invito diretto», sostiene Vittoria D'Incecco, «e mi sono chiesta perché. Solo in seguito ho visto in televisione che il presidente Pagano aveva invitato i parlamentari. Non sapevo che potessimo essere presenti, altrimenti sarei andata certamente. In questo momento, il confronto è molto importante. Peccato che non sia emerso un documento condiviso da tutti. Purtroppo, continua a esistere il colore politico e invece dovremmo essere tutti uniti per cercare la giusta soluzione».
«Non c'ero», spiega Paola Pelino, «perché Ferragosto è stato il mio primo giorno di vacanza dei cinque totali. Con questa convocazione, il presidente Pagano ha solo risposto all'ennesima, esagerata e strumentale provocazione del centrosinistra, dato che un Consiglio straordinario non può deliberare nulla. Sono comunque certa che ci sarà lo sblocco dei fondi Fas per l'Abruzzo, che ritengo fondamentali per la nostra regione».