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Pescara, 12/04/2026
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Data: 18/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
No al Tfr liquidato in busta paga. Bocciata la proposta della Lega: un incremento del 7 per cento ogni mese Il sottosegretario Giorgetti: «Per ora restiamo sul testo base della manovra»

ROMA. Una mensilità in più attraverso lo "sblocco" del trattamento di fine rapporto. È l'idea accarezzata da Umberto Bossi, all'indomani dell'approvazione della manovra per sostenere i consumi e rendere più digeribile la stretta da 45 milioni di euro varata dal governo.
Un incremento mese per mese, pari all'accantonamento mensile per la liquidazione in busta: circa il 7% dello stipendio lordo. Una terza via alla destinazione del Tfr su cui frena il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti: «prima vediamo la proposta». Che spiega: «Per ora restiamo sul testo base della manovra. Il dibattito è aperto e si troverà una sintesi, fermo restando che i saldi devono restare invariati e che le proposte devono avere copertura, visto che fino a oggi alcune hanno coperture un po' ballerine».
Lo stop, che fotografa la difficoltà a dare corpo alla "distribuzione" del trattamento lo dà l'esperto di previdenza del Pdl, Giuliano Cazzola. «Il Tfr è destinato a cose importanti - afferma Cazzola -, come la previdenza complementare, oppure l'acquisto della casa o spese sanitarie, e non per avere quattro soldi di più in busta paga, che poi vengono soggetti anche alla progressività dell'aliquota Irpef».

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