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Data: 18/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi e manovra - Senza "ponti" 6 miliardi in meno. La protesta contro la cancellazione di 25 aprile, primo maggio e 2 giugno

Assoturismo: «Perdiamo dodici giorni di lavoro per il nostro settore»

ROMA. La manovra finanziaria punta ad aumentare la produttività, ma penalizza fortemente gli operatori turistici. L'accorpamento delle festività laiche alla domenica farà perdere al settore oltre 6 miliardi di fatturato. Ne è convinta Confesercenti che lancia un allarme al governo e propone di aprire un confronto sulla misura.
Addio dal 2012 al 25 Aprile, il 1 Maggio ed il 2 Giugno, che per decreto cadranno sempre di domenica. «Siamo assolutamente consapevoli del momento di difficoltà dell'economia italiana», dice in proposito il presidente di Assoturismo Claudio Albonetti, l'associazione delle categorie del turismo di Confesercenti. Che aggiunge: «ci stiamo interrogando se l'abolizione dei ponti primaverili vada nella direzione giusta, infatti, con questa manovra si acquisterebbero 3 giorni di produttività ma si perderebbero ben 12 giorni di lavoro per l'industria del turismo. Non stiamo parlando solo di albergatori, ma della ristorazione, del commercio, dell'agroalimentare cioè di tutta la filiera del turismo, filiera in cui sono ben presenti lavoratori come in tutti gli altri settori economici. Per questo ci chiediamo se non sia il caso di fare una riflessione e di rendersi conto che questa medicina potrebbe produrre più danni che benefici».
Albonetti chiede al ministro del Turismo di intervenire energicamente per salvaguardare il settore: «Se a tutto questo aggiungiamo la tassa di soggiorno, l'incubo Bolkestein e non si mette mano alla riduzione dell'Iva sul turismo, rischiamo di assestare al settore un colpo gravissimo».

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