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Pescara, 12/04/2026
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Data: 19/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tasse da restituire, niente sconti ai terremotati. Diktat nella Gazzetta Ufficiale: entro dicembre le prime dodici rate. Così addio tredicesima

Ora c'è anche una data: 16 dicembre 2011. Se nulla cambierà prima del 31 ottobre prossimo, quello è il giorno entro cui gli aquilani dovranno versare in un colpo solo le prime dodici delle 120 rate previste nel piano di restituzione delle tasse non pagate dopo il terremoto. Ovvero l'importo di un anno intero in appena due mesi. Il Governo lo ha ribadito a chiare lettere nel decreto del presidente del Consiglio dello scorso 4 agosto, pubblicato l'altro giorno in Gazzetta ufficiale. L'articolo è il numero 2: «Il versamento delle rate in scadenza tra il primo gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011 (...) è effettuato entro il 16 dicembre 2011».
Poche righe che hanno riacceso, nel pieno della calura agostana, il fuoco della polemica. Dunque il Governo ribadisce che, almeno nelle intenzioni, non ci saranno sconti o ulteriori dilazioni. L'assemblea cittadina si è detta pronta a scendere in piazza, ma il commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, pur non volendo scendere sul terreno della polemica poco costruttiva, ha mantenuto la linea già espressa tempo fa: e cioè che sì, è tecnicamente giusto inserire la norma nel decreto in questione (che si occupa appunto del differimento dei termini per le dichiarazioni dei redditi e della disciplina dei versamenti delle rate in scadenza) e che di eventuali proroghe se ne riparlerà più avanti.
Il senatore del Pdl, Filippo Piccone, va oltre: «Dalla settimana prossima cominceremo a incontrarci a Roma per giocarci questa partita. Secondo me il problema va affrontato una volta per tutte, evitando di procedere di proroga in proroga. Il momento non è semplice, ma puntiamo a ottenere una rimodulazione complessiva della restituzione». E cioè, lascia intendere Piccone, una riduzione dell'importo da restituire, sulla scorta di quanto accaduto in Umbria e Marche. Ovviamente comitati e opposizioni annunciano battaglia.
L'assemblea cittadina ha tuonato: «I cittadini terremotati riverseranno all'erario le loro tredicesime: una prospettiva non sopportabile. Siamo stanchi di essere presi in giro: sulla nostra pelle si è consumata una proroga truffa perché senza copertura finanziaria e, nel contempo, viene sancita la restituzione del cento per cento di quanto sospeso». La nota di protesta si chiude con un invito a scendere in piazza.
Anche il Pd torna all'attacco. Il segretario comunale, Francesco Iritale, ha parlato di «ennesima tegola» che si abbatte sui cittadini aquilani. «Proprio nel periodo di Natale, in cui tradizionalmente aumenta la capacità di spesa dei cittadini - ha aggiunto -, saremo costretti a un inaccettabile risarcimento. Non è possibile sostenere per la nostra collettività, ancora gravata da innumerevoli problemi, un peso così gravoso. È' necessario al più presto che tutti i cittadini, con il coordinamento delle istituzioni locali, attivino le forme di mobilitazione per scongiurare tale esito». Le cifre in ballo sono rilevanti e danno una dimensione esatta dell'impatto che avrebbe il provvedimento sull'economia locale. Con le norme attualmente in vigore gli aquilani devono restituire tasse non pagate per un miliardo. La dilazione prevista è di 120 rate, ovvero cento milioni l'anno, dieci al mese.

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