L'Assemblea cittadina lancia l'allarme. Un colpo durissimo per l'economia
È stato ribattezzato, ironicamente, il «regalo di Natale anticipato», ma la sorpresa è amara per i cittadini residenti all'Aquila e nel cratere. Nella Gazzetta ufficiale del 17 agosto, dove è riportato il testo del decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri relativo alla manovra economica e finanziaria del Paese, non c'è nessun accenno relativo alle tasse sospese dopo il terremoto. «Noi terremotati dovremo restituire le rate da gennaio ad ottobre 2011 in un'unica soluzione! E dobbiamo restituirle al 100 per cento. La città, i Comuni del cratere, tutti in piazza» scrive Anna Pacifica Colasacco per conto dell'Assemblea cittadina. Un colpo durissimo per l'economia di una città e un territorio ancora ripiegati su se stessi dopo il sisma del 6 aprile 2009, che avrà conseguenze pesanti sull'intero sistema dei consumi. «Tutti i lavoratori con uno stipendio fisso - spiega Luigi Fabiani, tributarista e membro dell'Assemblea - spenderanno letteralmente l'intera tredicesima per il pagamento delle rate delle tasse sospese. Prevedibile, pertanto, anche una diminuzione delle vendite nel commercio nel periodo natalizio. Alcuni gingillano sull'istituzione della zona franca, ma la catastrofe economia è alle porte». Secondo Fabiani è necessario «almeno un altro anno di proroga» mentre sull'ipotesi di mobilitazione di massa come accaduto nell'estate e nell'autunno 2010 aggiunge: «Sarebbe auspicabile, ma è più difficile dal momento che anche in seno alla stessa Assemblea vi sono delle divisioni». Nel decreto, inoltre, in cui sono contenute norme relative alla disciplina dei versamenti delle rate in scadenza tra il 1° gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011 è scritto che le dichiarazioni relative al periodo d'imposta 2009 vanno presentate «entro il 31 dicembre 2011», mentre quelle relative al periodo d'imposta 2010 vanno presentate «entro il 16 marzo 2012».