Piano del Comune bloccato, ma l'associazione chiede un potenziamento dei servizi
AVEZZANO. Trasporto pubblico locale: le associazioni suggeriscono una rivitalizzazione e un rilancio del servizio. Per Italia Nostra si devono prevedere nuove fermate nei pressi delle scuole e degli uffici pubblici per incentivare l'uso dei bus, mentre il Centro giuridico del consumatore propone di mettere in strada piccoli mezzi al posto dei grandi autobus per collegare il centro con la periferia.
La mancata entrata in vigore del piano realizzato dall'Università degli studi di Roma Tor Vergata ha impedito agli autobus cittadini di arrivare nei nuovi quartieri della città, facendo scivolare ancora di più Avezzano negli ultimi posti della classifica regionale della mobilità pubblica.
L'amministrazione comunale di Avezzano, con un finanziamento di 80mila euro, ha cercato di tamponare la situazione impedendo la soppressione di alcune corse e l'aumento del biglietto, ma in tema di trasporto pubblico serve un rilancio.
Claudio Palazzi, responsabile della sezione cittadina di Italia Nostra, è convinto che «ad Avezzano, come in alcuni Paesi del nord, l'uso degli autobus deve essere incentivato con scelte molte forti come fermate degli autobus davanti alle scuole, o corsie preferenziali. Si dovrebbe prevedere fermate anche nei pressi degli uffici pubblici per far capire ai cittadini che se si va in autobus si può arrivare fin davanti alla struttura, se si sceglie l'automobile invece si deve parcheggiare lontano e poi avvicinarsi a piedi».
I 347mila chilometri di strade coperte dai mezzi del trasporto pubblico non bastano a garantire un servizio completo al cittadino. Molti quartieri, infatti, sono attualmente privi di collegamenti pubblici con il centro della città. «Nel Piano traffico c'è un'intera sezione dedicata al trasporto pubblico», ha sottolineato Augusto Di Bastiano, responsabile del Centro giuridico del consumatore, «che prevede collegamenti dei quartieri secondari con il centro. Serve un piano serio con piccoli mezzi per andare incontro al cittadino. Sarebbe opportuno sostituire i bus grandi con delle navette e offrire delle agevolazioni ragionate. Non serve dare la tessera gratuita agli over 70, visto che non prendono mai l'autobus; sarebbe più opportuno dargliela legandola però all'effettivo utilizzo del mezzo pubblico».