I 14 sindaci dei paesi del Pescarese con meno abitanti si coalizzano per difendere la propria identità
Tutti insieme per un giorno ma per non perdere la propria identità per sempre. I sindaci dei piccoli Comuni del Pescarese sono in allarme sulle previosioni della manovra finanziaria proposta dal Governo e hanno deciso di confrontarsi lunedì a mezzogiorno presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia per decidere cosa fare, sempre c he vi sia un margine di manovra. A promuovere l'incontro è stato Antonio Di Marco, primo cittadino di Abbateggio, una delle 14 realtà della provincia di Pescara destinata a scomparire se la proposta del Governo Berlusconi sarà approvata dal Parlamento. Così Di Marco: «L'articolo 16 del D.L. 138 del 13 agosto 2011 parla di misure urgenti da adottare per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Ma quale sviluppo? È così che il nostro Esecutivo intende far crescere il Paese, sopprimendo gli Enti Locali?». E precisa che «prima sono state colpite le Comunità Montane, ora si passa ai piccoli Comuni e alle Province». Di Marco sostiene che «non è pensabile che con un colpo di spugna si cancellino realtà così importanti per il nostro territorio. Accorpare i Comuni significa perdere il contatto con la storia e le tradizioni dei nostri paesi, e annullarne l'identità, assumersi la responsabilità dello spopolamento definitivo delle aree interne già penalizzate dalla riduzione progressiva dei servizi basilari. E per cosa poi? Per un ipotetico risparmio economico? Se si pensava di abolire i Comuni perché a maggio scorso abbiamo eletto nuovi amministratori, quanto è costato alla Nazione? No, non siamo noi la causa di questa crisi!». Nell'analisi pone l'accento sul fatto che « molti amministratori pubblici non percepiscono, nemmeno, le indennità di carica per svolgere il loro mandato, ma lo fanno gratuitamente e con passione, spinti soltanto dall'amore per il proprio territorio e dalla voglia di farlo crescere». E lancia quindi la proposta di un coordinamento regionale per coinvolgere tutti i sindaci abruzzesi colpiti dal provvedimento, l'Anci, l'Uncem e i parlamentari abruzzesi. «Siamo pronti ad avviare forme di protesta, fino ad arrivare a Roma e se necessario a riconsegnare le chiavi dei nostri Municipi perché il Governo deve capire che sta commettendo un gravissimo errore». E Intanto Di Marco in qualità di Consigliere della Provincia di Pescara ha chiesto, anche, la convocazione di un Consiglio straordinario per trattare questo spinoso argomento.