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Pescara, 12/04/2026
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Data: 19/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Scudo fiscale, Abruzzo all'8º posto. I capitali all'estero sono più consistenti di quelli di Marche e Campania (Guarda la tabella)

Sono 111 i milioni che possono rientrare Nel 2009 erano 366 i conti degli abruzzesi nei paradisi fiscali

PESCARA. Se il governo applicasse il nuovo prelievo sui capitali tenuti nei paradisi fiscali (lo «scudo fiscale») l'Abruzzo contribuirebbe per 111 milioni di euro, più delle Marche, del Friuli e della Campania. Altro che Mezzogiorno, quanto a capitali stranieri «scudati» la nostra regione è all'ottavo posto in Italia.
La seconda tassa sui tesoretti che gli abruzzesi nascondono al fisco all'estero (Svizzera, Principato di Monaco, San Marino) inciderebbe per il 2,05% sul totale che gli italiani dovrebbero pagare per far rientrare le loro somme. Una percentuale che proietta l'Abruzzo all'ottavo posto nella classifica dei capitali scudati che vede in testa regioni come la Lombardia, il Lazio e l'Emilia Romagna che hanno ben altri numeri (Pil, redditi e popolazione). In questo senso i 111 milioni che pagherebbero gli abruzzesi «scudati» pesano molto di più a livello regionale rispetto ai capitali lombardi ed emiliani. Un tesoretto che porta a dire che gli abruzzesi sono fra coloro che hanno più capitali all'estero, sicuramente più dei campani, dei marchigiani e dei friulani e un po' meno dei liguri, che quanto ad economia se ne intendono.
La classifica è stata realizzata in base allo studio che prevede il prelievo bis dell'1-2 per cento sulle somme già denunciate in occasione del primo scudo fiscale varato dal ministro Tremonti.
Secondo la tabella elaborata dall'Agenzia delle Entrate sui dati 2009 dell' Aire (l'Agenzia per gli italiani residenti all estero), sono 366 gli abruzzesi che usufruiscono di conti esteri (l'Emilia Romagna al è primo posto con 7.451 cittadini, seconda la Lombardia con 7,451 e terzo il Lazio con 2.934).
Non tutti hanno aderito al primo scudo fiscale e quindi deciso di riportare i capitali in Italia. La seconda operazione prenderebbe in considerazione gli stessi numeri e lascerebbe gli evasori decidere se aderire o meno.
Chi resta contrario a una manovra del genere è il presidente regionale dell'Associazione nazionale magistrati Giampiero Di Florio (sostituto procuratore a Pescara) che ha definito più volte lo scudo fiscale «uno sconto senza giustificazione agli evasori»: «L'evasione ha risvolti negativi sulla democrazia: le imprese sane non possono competere con chi evade le tasse», aveva detto in occasione del primo scudo.
Un concetto che ripete il coordinatore regionale Idv Carlo Costantini: «Leggo di professoroni e consulenti della presidenza del Consiglio dei ministri che ammoniscono tutti per ricordare che la modifica delle aliquote dello scudo fiscale sarebbe incostituzionale perché violerebbe il patto stretto con i contribuenti. Tutto è lecito, se a pagare è la povera gente; tutto è incostituzionale ed intangibile, se a pagare sono i soliti noti».

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