TERAMO. Un quartiere in attesa alla fermata del bus, aspettando che il "tram" - così come amano chiamarlo i teramani - torni a passare tra le vie all'ombra delle case popolari che si snodano tra via Po e viale Crispi. Siamo a San Berardo, una delle zone della città dove la vita di quartiere si può definire tale. Pomeriggi danzanti per gli anziani, aree verdi e attrezzate per i più piccoli, attività sociali e di solidarietà ne fanno uno dei quartieri più vivi della città. «A San Berardo si sta bene», spiega un'anziana donna seduta al fresco degli alberi del parchetto antistante la scuola per l'infanzia e il comitato di quartiere. Davvero poche dunque le cose di cui lamentarsi se non fosse, appunto, per quell'autobus che non c'è più. Scomparso dopo i tagli del Comune che hanno cancellato la linea 5 che prima attraversava le principali vie del quartiere, costringendo adesso i più anziani a doversi spostare fino a viale Crispi per prendere i mezzi pubblici che collegano San Berardo con il centro e le altre zone della città. Non a caso la richiesta di ripristinare le corse del bus è in cima alla lista di cose da migliorare stilata dal presidente del comitato di quartiere, Sandro De Angelis. «Abbiamo già chiesto al sindaco Brucchi e all'assessore Di Giovangiacomo il rispristino della linea 5 e abbiamo suggerito di farlo passare, prima di tornare verso il centro, anche dall'ospedale», spiega De Angelis, «così la linea sarebbe più frequentata e gli anziani avrebbero un collegamento diretto».
Tra le richieste anche quelle di migliorare i marciapiedi di via Roma, inserendo dei paletti per evitare il parcheggio selvaggio che costringe allo slalom chi passa con carrozzine e passeggini. «In via Adige», fanno presente altri due residenti, Giovanni Falgiani e Tonino Di Donato, «l'asfalto è totalmente sconnesso, c'è il rischio che prima o poi qualcuno di faccia male». Nel lungo elenco di richieste del quartiere ci sono poi la necessità di controllo e potatura degli alberi lungo via Tevere e nel parchetto della scuola, il potenziamento dell'illuminazione pubblica - in particolare in via Po vicino agli attraversamenti pedonali -, e ancora l'attacco dell'acqua alla fontanella ai giardinetti in via Tevere che per il momento rimane a secco e la presenza periodica di un vigile ecologico per evitare che gli escrementi dei cani e gatti invadano le zone verdi. Quanto alla viabilità il quartiere è in attesa di capire cosa succederà dopo la nascita della rotonda di via Po. «Dovremmo rivedere tutti i sensi di marcia del quartiere», spiega De Angelis, «ma siamo fiduciosi perchè con l'amministrazione c'è sempre stato un rapporto di collaborazione. Speriamo che presto venga messo in sicurezza l'ingresso della scuola dell'infanzia che ora da su via Tevere ed è pericoloso perchè proprio nel mezzo dell'incrocio».