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Pescara, 12/04/2026
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Data: 20/08/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Unire i servizi e tagliare i costi nasce così la Grande Pescara»

«A Pescara non serve necessariamente annettere Montesilvano e Spoltore, la vera domanda da coltivare è: quale ingrandimento serve a Pescara». Così Moreno Di Pietrantonio, capogruppo Pd in consiglio comunale, esprime le proprie valutazioni sul tema e indica la ricetta giusta per dare effettivi benefici al territorio pescarese in senso lato.
«Le ragioni a sostegno della fusione dei tre comuni sarebbero da ricercare nel potenziamento numerico delle imprese, nell'aumento del numero dei chilometri di strada e nell'aumento della popolazione di riferimento dai quali deriverebbe un supplemento di trasferimenti finanziari e di economia - è la premessa che Di Pietrantonio ribalta -. In verità, dal mio punto di vista, ciò che la città di Pescara deve cercare non è la sua dimensione fisica ma la sua capacità relazionale». Scettico sulla possibilità di arrivare a una vera fusione tra le tre città, se non addirittura coinvolgendo anche Francavilla, San Giovanni Teatino e Chieti, «che rappresentano la naturale area metropolitana», l'esponente del Pd indica come prioritaria l'individuazione «di un percorso con strumenti che ci portino alla soluzione di problemi ormai non più rinviabili quali l'ottimizzazione e la pianificazione di servizi ed infrastrutture con relativi risparmi». A tal fine Di Pietrantonio rispolvera «la formidabile opportunità della pianificazione strategica capace di coinvolgere in obbiettivi convergenti tutte le differenze territoriali di una area vasta come quella di cui parliamo». Conservare e tutelare le diverse identità sociali e unificare i servizi, abbattendone i costi, è dunque la migliore strada percorribile secondo Di Pietrantonio, «per creare un'area con grandi possibilità di sviluppo e attenzioni alle economie dei risparmi imposte dai tempi». Per la gestione di servizi fondamentali quali rifiuti, polizia urbana, trasporto pubblico, asili nido e servizi sociali potrebbe essere utilizzato anche lo strumento delle unioni dei comuni per l'esercizio congiunto di funzioni. Sul piano sociale e urbano, invece, la Grande Pescara è già un dato di fatto: «Il residente in quest'area vasta già oggi dorme a Spoltore lavora a Pescara studia a Chieti o Pescara cena a Francavilla va a teatro a Chieti o al cinema a Montesilvano poi si intrattiene in qualche locale di Pescara. La scommessa è quella della ottimizzazione delle risorse» conclude Di Pietrantonio.

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