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Data: 21/08/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Lettera aperta della Cgil agli "amici" di Cisl e Uil

Iniziativa "inusuale" del sindacato: "Se proponiamo uno sciopero generale di fronte ad un decreto del governo così iniquo, è perché abbiamo a cuore il paese, i lavoratori i pensionati. E su questo chiediamo rispetto, oltreché un confronto costruttivo. Vogliamo costruire un'iniziativa comune"

MILANO - La segreteria della Cgil ha inviato una lettera aperta a Cisl e Uil, pubblicata anche sul sito del sindacato. "Lo scopo di questa riflessione e di queste domande - si legge - è l'incrollabile volontà di costruire una proposta ed un'iniziativa comune" sulla manovra.

Nel messaggio online, che la stessa Cgil definisce "inusuale", la forza sindacale guidata da Susanna Camusso pone infatti "pubblicamente" alcune domande a Cisl e Uil sottolineando di essere per "discussioni esplicite e trasparenti, che comunque sono meglio degli incontri 'clandestini e secretati' che contraddicono quanto si fa 'insieme' ed 'in pubblico'". "Non siamo abituati - aggiunge - a guardare dal buco della serratura in casa di altri, ci aspettiamo lo stesso rispetto".

"Il giudizio sulla negazione della crisi ed i provvedimenti sbagliati, l'ossessione del governo per la rottura dell'unità sindacale - si legge nella lettera Cgil - ci hanno visto divisi in questi anni, in particolare, per l'operato del governo sulle questioni del lavoro".

"Ma fingiamo per un attimo - continua - che tutto ciò sia il passato, ora siamo di fronte ad una terza manovra, con caratteri di iniquità che pensavamo inarrivabili. E' evidente, dai commenti degli ultimi giorni, che i giudizi sono, se possibile, ancora più distanti, leggiamo che avremmo dovuto aprire una discussione cauta, diplomatica.. Vorremmo dirvi, che discussioni ne abbiamo fatte molte, sempre proposte da noi, ma efficacia ne abbiamo vista poca".

"Le fasi di divisioni - continua - sono difficili per tutti, bisogna governarle perché non si traducano in comportamenti inaccettabili e lesivi del dovuto rispetto reciproco, rispetto alle persone e alle organizzazioni. Pluralismo e democrazia richiedono innanzitutto rispetto, e la Cgil farà di tutto perché non venga meno, ma vorremmo suggerirvi che se la Cgil, in assenza di scelte unitarie, prende una decisione così seria come lo sciopero generale, lo fa perché guarda al paese, ai lavoratori, ai pensionati".

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