Andare in spiaggia a Pescara, o arrivare in tempo a un appuntamento, che sia anche una visita specialistica alla Asl. Le barriere da superare, per chi è costretto sulla carrozzella, sono tante e tali che mettere piedi fuori casa si trasforma in odissea.
Nel viaggio per la città ingabbiata, le prime trappole si annidano alle fermate dei bus: non si sa se e quando con la carrozzina si riuscirà a salire a bordo. «Alcuni autobus non sono accessibili; altri sono provvisti di pedane elettromeccaniche ma spesso malfunzionanti; va meglio sui nuovi mezzi, una sessantina, che hanno rampe manuali estraibili, ma può capitare che le fermate siano occupate dalle auto in sosta selvaggia», spiega Claudio Ferrante, presidente dell'associazione Carrozzine Determinate. Con lui, Filt Cgil e Uiltrasporti lanciano il progetto per avvicinare trasporto pubblico e disabilità: Veniamoci incontro senza barriere.
L'appello è ai Comuni e a Gtm e Arpa, invitati a un incontro l'8 settembre a Montesilvano. Per la certezza del diritto alla mobilità: prevedere un 10% di corse garantite su ogni linea, a orari certi, individuabili con il simbolo internazionale della disabilità motoria negli opuscoli e sulle paline; insieme, un giro di vite contro la sosta selvaggia davanti le fermate. Ma di trappole ce ne sono eccome anche per chi si sposta sull'auto privata, sia che voglia raggiungere la spiaggia di Pescara sia che abbia un appuntamento, per una visita specialistica o una pratica da sbrigare.
Le barriere, grandi e piccole, ingabbiano Pescara. A Montesilvano, due le spiagge libere accessibili ai disabili, al lordo di parcheggi garantiti, bagni e pedane. Non altrettanto sulla riviera di Pescara. Tra parcheggi a singhiozzo, marciapiedi e rampe con pendenza fino al 50%, anche gli uffici pubblici, dal Comune a quelli dell'ospedale, diventano inespugnabili. E si rischiano capitomboli. «Mi è successo di cadere sulla rampa dell'ospedale, che ha una pendenza non a norma - racconta Ferrante - per non parlare degli uffici Asl, inaccessibili». Per varcare la soglia degli uffici nella vecchia ala dell'ospedale, c'è un marciapiede da scalare. «Eppure lì basterebbe un falegname e qualche euro per rimuovere la barriera», dice Ferrante. Dall'altra parte di via Paolini, nel palazzo dove hanno sede altri uffici, c'è anche quello della tutela sociale. «Prima c'è da superare un gradino, poi una piccola rampa con pendenza del 50%; infine altri scalini prima di arrivare all'ascensore», dice Ferrante.
Davanti al Comune di Pescara solo quattro i parcheggi riservati ai disabili «mentre i parcheggi dei privilegiati, quelli della casta, non mancano; alla Regione non ci sono bagni accessibili, gli ascensori sono stretti, e le rampe sui marciapiedi ripide». E anche quando i parcheggi ci sono, capita siano occupati abusivamente.
Ma nell'estate della crisi, le Carrozzine Determinate si stanno attrezzando alla battaglia più dura, contro i possibili effetti della manovra di ferragosto. «Stiamo preparando una grande manifestazione a piazza Italia - dice Ferrante - perchè con la manovra che prevede tagli per 24miliardi alla disabilità, si andranno a toccare pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento; oltre alle ricadute sulle politiche sociali con i tagli agli enti locali. Questa manovra colpisce i deboli, dobbiamo stringersi attorno allo stato sociale».