Come ciclicamente è accaduto nel post terremoto, ecco servita un'altra asprissima polemica sulla questione della restituzione delle tasse non pagate dagli aquilani dopo la tragedia. Un miliardo di euro da versare nelle casse statali in dieci anni, in 120 rate, sul quale la politica si accapiglia a intervalli pressoché regolari. Stavolta a dare la stura allo scontro è stato il decreto della presidenza del Consiglio dello scorso 4 agosto in cui è stato ribadito che tutto l'importo del 2011 dovrà essere restituito entro il 16 dicembre, a partire dal primo novembre. I due schieramenti si sono prontamente ritrovati faccia a faccia: il centrodestra ostenta tranquillità, sicuro di una nuova proroga in autunno. Il centrosinistra attacca con veemenza. Il commissario Gianni Chiodi ieri si è incontrato con Gianni Letta, a Roma, per fare il punto della situazione, come accade con grande frequenza. Sul tavolo il commissario ha posto tutte le questioni ancora aperte che riguardano il post terremoto. Compresa, ovviamente, anche quella delle tasse. Al termine del vertice non ci sono state dichiarazioni ufficiali. È filtrata semplicemente l'idea di un "work in progress" tra il commissario e il Governo. Nessuna rassicurazione in particolare, dunque. È chiaro, allora, che la questione tasse verrà affrontata più in la, quando la scadenza attuale dei termini (31 ottobre) sarà più vicina e, magari, il Governo avrà completato il lavoro per tamponare la crisi dei mercati. Il governatore, sull'argomento, ha sempre ostentato tranquillità, non volendo mai entrare in una polemica giudicata strumentale e assolutamente prematura. Una calma supportata anche dalle leggi: la restituzione è regolata da una norma primaria che non poteva essere cambiata da un decreto.
Il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ha respinto le critiche del centrosinistra: «Si utilizza l'argomento per meri scopi di campagna elettorale. Come sempre ci sarà un decreto ad hoc: va studiato dove individuare le risorse per la copertura finanziaria e come applicarlo, ma si farà. Ne sono sicuro, così come sono sicuro che già da tempo si sta lavorando per una soluzione che va individuata entro il mese di novembre. Il problema non si risolve urlando e sbraitando, ma lavorando, in silenzio, come sta facendo il commissario. Gli aquilani iniziano ad essere stufi delle polemiche che stanno mettendo la città dell'Aquila contro tutto il mondo».
Il Pd, invece, affila le armi. Stefania Pezzopane, assessore comunale e responsabile nazionale del partito per la ricostruzione, ha diffuso una nota durissima: «Un Ferragosto amaro per gli aquilani. Nessuna considerazione per il fatto che i senza tetto siano ancora decine di migliaia e che, proprio in virtù dei calcoli sbagliati a suo tempo dal Governo, centinaia e centinaia di famiglie siano ancora costrette a stare lontano dalla città o senza più un lavoro. Ancora una volta, dolorosamente, dobbiamo constatare che la vicenda aquilana e le drammatiche conseguenze del terremoto, dopo le passerelle in grande stile immediatamente successive al sisma del 6 aprile 2009, sono state tristemente messe in archivio dal Governo Berlusconi».
Da artigiani e piccole imprese arriva un grido di dolore: «Centinaia di attività economiche - dice Agostino Del Re, direttore provinciale della Cna - sono a rischio fondato di chiusura a causa del flagello tasse per la restituzione del 100 cento con scadenza al 16 dicembre 2011, e chi cercherà di sopravvivere alla mannaia, a causa del terremoto, avrà un percorso pieno difficoltà economiche con una forte tensione finanziaria, in un futuro dove non si intravede una minima ripresa di crescita e sviluppo che determinerà un probabile rinvio della cessazione di attività per eccessivo indebitamento».