Incontro a Roma sui tributi e gli altri temi caldi della ricostruzione Decisione rinviata
L'AQUILA. Se il commissario Chiodi corre a Roma da Letta in un caldo sabato d'agosto, allora sì che il problema tasse è davvero un'emergenza. Incontro senza soluzioni, per ora, ma il presidente della Regione dice: «Ci stiamo lavorando, su tante cose ma anche su questo».
Il commissario non vuole sbilanciarsi sul capitolo della restituzione delle tasse che, come sancito dal decreto di Berlusconi, impone il pagamento, entro il 16 dicembre 2011, in unica soluzione, al 100% del totale dovuto, di 10 rate delle vecchie tasse sospese, le rate in scadenza tra il primo gennaio e il 31 ottobre 2011. Chiodi invita alla cautela e alla calma facendo capire che si arriverà, come sempre, all'ultimo tuffo.
Sulla questione interviene l'assessore comunale Stefania Pezzopane. «Un Ferragosto amaro per gli aquilani. Con decreto del 4 agosto, appena pubblicato, il governo ha inferto l'ennesimo colpo alla nostra città, ancora alle prese con gravi problemi legati al sisma. Entro il 16 dicembre gli aquilani dovranno restituire le tasse sospese per il periodo post-sisma, in unica soluzione e al 100% del totale. Nessuna considerazione per il fatto che i senzatetto siano ancora decine di migliaia e che, proprio in virtù dei calcoli sbagliati a suo tempo dal governo, centinaia e centinaia di famiglie siano ancora costrette a stare lontano dalla città o senza più un lavoro. Ancora una volta, dolorosamente, dobbiamo constatare che la vicenda aquilana e le drammatiche conseguenze del terremoto dopo le passerelle in grande stile immediatamente successive al terremoto sono state tristemente messe in archivio dal governo Berlusconi. Un archivio», argomenta la Pezzopane, «dal quale la zona franca, forse l'unico espediente per rilanciare l'economia e ricreare un idoneo livello sociale nel territorio, non è mai uscita. Una delle tante prese in giro. Ma tutte le promesse di un tempo si sono rivelate una presa in giro. Tutti ricordano le parole del commissario Chiodi in assemblea cittadina su un adeguato trattamento fiscale a beneficio dei terremotati. Le sue parole sono state smentite dai fatti e dalle azioni di quello stesso governo che l'ha messo a capo dell'emergenza e della ricostruzione. A questo punto, se vogliamo che i diritti degli aquilani siano tutelati per ragioni di equità e giustizia, rimane solo la strada della mobilitazione, analoga, anzi, ancora più forte e convinta rispetto a quella di luglio 2010. Vanno coinvolti», esorta l'assessore Pd, «cittadini, ordini professionali, categorie produttive, istituzioni locali. Il Comune dell'Aquila sarà in prima fila».