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Pescara, 12/04/2026
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Data: 21/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
La mobilitazione parte da Pescara. Domani il raduno nel palazzo della Provincia. L'assemblea promossa da Antonio Di Marco sindaco di Abbateggio

PESCARA. Saranno i sindaci dei piccoli Comuni della provincia di Pescara i primi a scendere in piazza contro il progetto governativo di soppressione dei borghi con meno di mille abitanti. L'appuntamento è fissato per domani mattina a mezzogiorno nella sala Figlia di Iorio del palazzo della Provincia a Pescara, sotto il quadro di Michetti che simboleggia l'identità dell'Abruzzo profondo.
A promuovere il raduno è stato Antonio Di Marco (Pd), sindaco di Abbateggio uno dei 14 borghi che rischia di scomparire sotto la scure della maxi-manovra finanziaria. Di Marco ha anche chiesto la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio provinciale di cui è membro. Il decreto legge sulla manovra, dice Di Marco, «parla di misure urgenti da adottare per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Ma quale sviluppo? E così che il nostro esecutivo intende far crescere il Paese, sopprimendo gli enti locali?».
«Siamo proprio su una cattiva strada», prosegue il sindaco di Abbateggio, «prima sono state colpite le comunità montane, ora si passa ai piccoli Comuni e alle Province. Ma dove vogliamo arrivare? Accorpare i Comuni significa perdere il contatto con la storia e le tradizioni dei nostri paesi, e annullarne l'identità, assumersi la responsabilità dello spopolamento definitivo delle aree interne già penalizzate dalla riduzione progressiva dei servizi basilari».
Il governo, aggiunge Di Marco, «non sa forse che molti amministratori pubblici non percepiscono, nemmeno, le indennità di carica per svolgere il loro mandato, ma lo fanno gratuitamente e con passione, spinti soltanto dall amore per il proprio territorio e dalla voglia di farlo crescere».
«Ecco perché non ci fermeremo, anzi promuoverò un coordinamento regionale per coinvolgere tutti i Sindaci abruzzesi colpiti dal provvedimento, l'Anci, l'Uncem e i parlamentari abruzzesi».
«Siamo pronti ad avviare forme di protesta, fino ad arrivare a Roma e se necessario», cocnlude Antonio Di Marco, «a riconsegnare le chiavi dei nostri municipi perché il governo deve capire che sta commettendo un gravissimo errore».

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