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Pescara, 12/04/2026
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Data: 21/08/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Quest'anno in fumo 88 mila posti di lavoro. Soffrono manifattura ed edilizia. Giovani famiglie, solo il 28% riesce a risparmiare

ROMA. Il 2011 si porterà via altri 88 mila posti di lavoro. Il rapporto di Unioncamere non vede spiragli d'uscita dalla crisi per il mercato occupazionale, anche se il dato rilevato è il migliore dell'ultimo triennio. L'anno scorso i posti persi furono 178 mila (-1,5%), nel 2009 addirittura 213 mila (-1,9%). La previsione è che ci siano 47 mila uscite in meno e 44 mila entrate più, ma il saldo rimane comunque ancora ampiamente negativo. E l'impressione è che il leggero miglioramento (più presente nel Nordest che altrove) non sia strutturale, cioè indice di una decisa inversione di tendenza.
A soffrire di più, secondo lo studio di Unioncamere, sarà ancora una volta il settore industriale, soprattutto il manifatturiero che sconterà una perdita complessiva di 59 mila unità (-1,2%). Ancora un pessima stagione per l'edilizia: le imprese di costruzione perderanno entro fine anno 29 mila occupati (-2,5%).
Il settore dei servizi è quello che regge meglio la situazione con un calo dello 0.4% pari a 29 mila unità. A soffrire di più dovrebbe essere il comparto turistico e alberghiero che perderà l'1% degli occupati. Il segno più si registra soltanto nell'ambito dei servizi avanzati.
Come lo scorso anno, anche il 2011 vede una più diffusa riduzione del personale dipendente tra le imprese di più piccola dimensione. Saranno infatti 41 mila i posti in meno nelle imprese fino a 9 dipendenti. La flessione sarà più marcata nelle regioni del Mezzogiorno (-1,6%), mentre il Nordest tenta un recupero (-0,4%).
La difficile situazione economiche si accanisce soprattutto sui giovani. Uno studio del Censis rileva che solo il 28,6% delle famiglie i cui capifamiglia hanno meno di 35 anni riesce a risparmiare qualcosina, mentre il 58,4% dichiara di spendere tutto lo stipendio mensile per poter vivere. Un 5% (contro la media del 3,7%) è costretta pure a indebitarsi per sbarcare il lunario. La Casa? Un sogno. Il 40% delle giovani famiglie vive in affitto, quasi sempre in appartamenti di privati. Solo l'1% (a fronte di una media del 9%) usufruisce di un affitto di enti a canoni agevolati. Circa il 20% di nuovi nuclei (rispetto al 40% del totale delle famiglie) può contare esclusivamente sulla prima casa (3,7%) o sulla prima casa e un conto in banca (19,1%). Il possesso di altri immobili o di investimenti di rendite riguarda circa il 23% di esse, contro il 36% riferito alla totalità delle famiglie italiane.

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