Non si chiede niente a chi con la crisi si è arricchito». E intanto si pensa a un presidio davanti al Senato per il 24
MILANO - «È sbagliato affrontare il tema della riforma delle pensioni solo per fare cassa». Lo afferma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, intervenendo a Skytg24 in merito al dibattito che si è aperto sulla ipotesi di riforma previdenziale. «Innanzitutto - sostiene la leader della Cgil - bisogna ricostruire una condizione: non si può cambiare ogni mese toccando diritti e certezze. Poi avrei grande attenzione per i giovani, non si può pensare a una prosecuzione infinita della vita lavorativa».
INIQUO - Camusso non chiude a priori ad ogni ipotesi di riforma, ma chiede condizioni precise e propone la «flessibilità in uscita», che non penalizza chi ha bisogno di uscire e non blocca le opportunità di lavoro per chi deve entrare». Poi, parlando più in generale dell'impianto della manovra, definisce il provvedimento «profondamente iniquo, perché colpisce chi le tasse le paga già e gli enti locali». Nella manovra invece, conclude Camusso, «non si chiede niente a chi con la crisi si è arricchito e a chi può permetterselo»: «Non c'è nessun ragionamento che riguarda l'occupazione e lo sviluppo - ha proseguito -. È una manovra fatta di tagli, in particolare alle condizioni delle persone più deboli. È chiaro che in una situazione così difficile tutti devono fare la propria parte, ma qui si chiede di fare la propria parte solo ai lavoratori dipendenti, al pubblico, ai pensionati, a chi paga regolarmente le tasse. Tutto il mondo parla della patrimoniale - ha concluso - nel nostro Paese invece si continua a far pagare le tasse a chi già le paga».
REPLICA A CISL - «Quello che è irrituale è la situazione in cui siamo», replica la Camusso alla dirigenza Cisl che, in risposta all'appello della Cgil per una unità di iniziative sulla manovra, aveva definito «irrituale mettere in discussione la linea libera e autonoma espressa da altre organizzazioni sindacali che contano milioni di iscritti».
«Il tema - ha detto il segretario generale della Cgil a Sky Tg24 - è che l'autonomia delle parti è stata messa in discussione dal governo e da questa manovra che interferisce sia sui contratti sia sulle leggi. La domanda che facciamo a Cisl e Uil è esattamente questa: recuperare la nostra autonomia e riportare al tavolo della contrattazione le materie che sono contrattuali».
PRESIDI - «Le azioni che la Cgil metterà in campo in questi giorni» contro la manovra economica ed il pacchetto di norme sul lavoro «dopo la riunione dei segretari generali di categorie e territori di martedì 23 agosto, cominciano con un presidio il 24 agosto davanti al Senato dove, con tutta probabilità, il segretario generale terrà una conferenza stampa per ribadire i giudizi, presentare le proposte di modifica e annunciare le prossime tappe della mobilitazione della Cgil». Trapela da Corso Italia, dove il segretario generale Susanna Camusso è al lavoro su controproposte e reazioni del sindacato. La riunione di martedì 23 agosto servirà a fissare la data dello sciopero generale preannunciato dalla leader della Cgil.