ROMA. Il segretario del Pdl Angiolino Alfano, cui non fa difetto la diplomazia, ha cercato di spiegarlo a Bossi in un'intervista rilasciata ieri alla Stampa: «La riduzione dei tagli agli enti locali può essere bilanciata da un intervento sulla riforma delle pensioni» la sintesi del messaggio lanciato alla Lega, che comunque non ha riscosso grandi consensi. Il Carroccio, anch'esso diviso, con Maroni più disponibile a mettere le mani sulle pensioni di anzianità rispetto alla totale chiusura di Bossi, riunirà i vertici questa mattina nella sede di via Bellerio. Ma ha in serbo una contromossa che spiazzerebbe il Pdl: la patrimoniale. Lo ha detto chiaro ieri sera il ministro Calderoli: «Proporrò in segreteria una patrimoniale sui patrimoni di lusso». Frase un po' contorta, ma dal significato politico preciso: lasciamo perdere le pensioni e troviamo i soldi altrove. Con un sottotraccia ancora più chiaro: sulla patrimoniale una maggioranza si trova visto che l'opposizione la chiede a gran voce. Quello di oggi sarà un incontro decisivo per le sorti della manovra e del governo. Alfano ha detto anche altro: «A saldi invariati sono possibili modifiche», citando come terreni praticabili per far tornare i conti della manovra da 45,5 miliardi i tagli agli enti locali (da ridurre), il contributo di solidarietà connesso al quoziente familiare (ammesso che la nuova tassa sopravviva) e l'Iva (allo studio l'innalzamento di un punto percentuale ma non sui generi di prima necessità). Uno scenario, quest'ultimo, che allarma molto Confcommercio: «Si contrarranno ancora di più i consumi». Ma la sostanza è politica, e passa attraverso un difficile accordo con la Lega. E per il Pdl passa dalle pensioni: «Questo è un evidente nodo politico, ma siccome non si può fare una crisi di governo, faremo un ultimo tentativo per dire alla Lega che è ragionevole che vivendo più a lungo si vada in pensione più tardi». Per concludere che comunque se accordo non sarà, il governo andrà avanti lo stesso. Alfano ha detto che scarta l'ipotesi di una tassa sui grandi patrimoni (proposta da più parti, dal Pd a Scajola, fino a Montezemolo), perché «a noi del Pdl le nuove tasse procurano l'orticaria e la patrimoniale è particolarmente odiosa perché incide su beni già tassati». Ma l'uscita di Calderoli potrebbe mettere queste certezze in crisi. E a proposito di nuove tasse, sul contributo di solidarietà che da molte parti si chiede di eliminare, interviene il relatore alla manovra in Senato, Antonio Azzolini, presidente della Commissione Bilancio: «Lavoreremo per introdurre una modulazione in rapporto alla numerosità della famiglia», dice. Alfano avrà il suo daffare già da stamani, quando inizierà le consultazioni nel partito. Domani il segretario incontrerà i «frondisti», mentre mercoledì riunirà i vertici del Pdl. E ha convocato un tavolo con gli enti locali, tartassati e in rivolta. Il confronto con la Lega ci sarà dopo il vertice del Carroccio di stamani, ma sarà Berlusconi a scomodarsi per cercare un accordo con Bossi.