La segreteria della Lega decide sulla manovra
ROMA. Salvare le pensioni, ma insieme tenere al riparo gli enti locali dall'urto della manovra. Nel giorno dell'incontro decisivo a via Bellerio, sono ancora questi gli obiettivi della Lega. I vertici del Carroccio si riuniscono oggi per trovare la quadra sugli emendamenti alla manovra da mettere sul tavolo della maggioranza. Ma intanto è bufera sugli «insulti» pronunciati da Umberto Bossi e Roberto Calderoli nei loro comizi estivi. Di fronte a chi ha descritto un partito e soprattutto un Senatùr in difficoltà, il Carroccio fa quadrato («il malessere è soprattutto dei giornalisti», dice Calderoli). Ma che il momento sia delicato non lo nega nessuno. Soprattutto perché il malcontento monta dalla base, dagli amministratori locali padani che si sentono vessati dai nuovi tagli imposti dalla manovra. Delle loro esigenze fa il proprio vessillo l'area maroniana del partito, sulla quale preme il Pdl per ottenere un'apertura a un intervento sulle pensioni. Ma è proprio un maroniano, il deputato Giacomo Stucchi, che si incarica in giornata di rispondere picche all'invito del segretario Pdl Angelino Alfano a «bilanciare» con le pensioni la «riduzione dei tagli» alle amministrazioni. Dunque, nel confronto interno prosegue la ricerca di altri capitoli su cui intervenire per trovare le risorse per Comuni e Regioni. Stucchi dice di averne discusso a lungo con Bossi e Calderoli. E da parte sua apre a un'ipotesi già al vaglio del governo in queste ore: «Bene la vendita degli immobili di Stato», dichiara. Ancora resistenze, invece, vengono dal Carroccio sull'aumento dell'Iva. Quali proposte in concreto usciranno dalla segreteria non è ancora dato sapere. Ma Stucchi assicura: «si capirà che la Lega non ha perso il suo occhio di riguardo per gli enti locali». L'obiettivo sarà poi quello di tenere il punto nella maggioranza e far sì che le proprie modifiche diventino emendamenti unitari con il Pdl. Intanto, è bufera sugli insulti rivolti da Bossi e Calderoli al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, a Luca Cordero di Montezemolo e ai giornalisti. Casini, cui il leader della Lega ha dato dello «stronzo», risponde serafico via twitter: «Mi ha insultato per l'ennesima volta. Lo ringrazio perchè così è ancora più chiara la differenza tra noi». Mentre Montezemolo replica ironico a Calderoli, che lo ha collocato tra le «scoregge di umanità», perchè «non ha mai lavorato»: cerco lavoro, dice, ma «che non sia da precario perchè non dormirei la notte».
Ad ogni modo il presidente della Ferrari parla di «imbarazzo» anche tra i leghisti per le affermazioni del ministro. E attacca il Carroccio: «Sembra diventato Rifondazione comunista al tempo del Governo Prodi». Contro l'istigazione del Senatur a dare ai giornalisti «quattro legnate» interviene infine il presidente dell'Odg Enzo Iacopino: «Non credo che all'onorevole Bossi basterà una telefonata di scuse».