ROMA - Alla vigilia della delicatissima riunione della segreteria politica della Lega che oggi dovrebbe mettere nero su bianco tutte le proposte del Carroccio da portare al dibattito parlamentare sulla manovra, Bossi e i suoi confermano i loro no all'innalzamento dell'età pensionabile, al ritocco di uno o due punti dell'Iva e nello stesso tempo si oppongono alla scure destinata ad abbattersi sui bilanci degli enti locali e dei Comuni. E' lo stesso Bossi che di fronte al tentativo del segretario del Pdl Alfano di offrire uno scambio tra un ripensamento della Lega sulle pensioni e l'attenuazione delle misure a carico dei Comuni, ha replicato così all'ex Guardasigilli: «Alfano? E' un bravo ragazzo, ma...» e giù una pernacchia più lunga delle solite. «Se tagliassimo le pensioni alla povera gente saremmo dei criminali. Meglio tagliare agli enti locali, che se la caveranno lo stesso con un po' di rumore e il governo troverà i soldi per loro. Bce e Bankitalia continueranno a chiedere i tagli alle pensioni, ma finché c'è la Lega non passeranno». L'opposizione assoluta dei Lumbàrd al posticipo dell'età pensionabile che Bossi e i suoi sembrano voler assumere come elemento identitario della politica del partito è stata confermata anche da Roberto Calderoli, anche se su questo terreno era sembrata apparire una certa disponibilità alla discussione degli esponenti del Carroccio vicini al ministro dell'Interno Roberto Maroni, che negli ultimi giorni aveva espresso cautela per quanto riguarda i tagli che interesseranno gli enti locali in generale e i Comuni in particolare. Il ministro della Semplificazione ha detto che il no della Lega a interventi sulla previdenza è il risultato «di una trattativa che ha visto una mediazione tra Bossi e Berlusconi sul 2016 come anno di partenza dello scivolo di anzianità delle donne. Quindi, nel momento in cui i due leder di partito riescono a raggiungere una mediazione vediamo di non riaprirla ogni giorno, perché altrimenti per l'anzianità si torna al 2020». Calderoli, peraltro, non si è tirato indietro nella corsa, ormai a larga partecipazione, per l'offerta di sempre nuove soluzioni da accogliere nella manovra. Quella di ieri sera del ministro è per «una patrimoniale sui patrimoni di lusso», proposta che Calderoli formalizzerà nel vertice di oggi del Carroccio. Si andrà ad incidere, secondo il ministro, su «una certa metratura delle case. Oppure sul fatto che forse è necessario avere una macchina e non due, o se avere o meno lo yacht o la barca». In ogni caso, ha aggiunto Calderoli, «questa volta la mano al portafogli la devono mettere tutti perché, diversamente, senza che nessuno la cerchi, ci sarà una secessione economica».
Comunque, è proprio nell'atteso vertice di oggi a via Bellerio che le proposte della Lega dovrebbero trovare un'impostazione compiuta, da offrire al dibattito parlamentare che inizierà domani nelle commissioni del Senato e, soprattutto, al confronto con gli alleati del Pdl nella speranza di trovare una linea di dialogo che, sull'obiettivo del pareggio del bilancio, riesca ad escludere diktat da una parte e dall'altra.
Ma forse, questa volta, la famosa «quadra» sembra più difficile da raggiungere, anche nel più ristretto circolo degli intimi del Senatùr, inventore nel lessico politico italiano di questa fortunata formula gergale.