''Le pensioni sono state totalmente riformate e ora sono sostenibili''. Lo ribadisce il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, nel corso della conferenza al Meeting di Rimini. ''L'unico punto che si puo' discutere, confrontandoci con il sindacato riformista -aggiunge Sacconi, intendendo con quel termine la Cisl, la Uil, l'Ugl e altre organizzazioni sindacali minori- puo' riguardare i tempi di entrata in vigore di una riforma gia' fatta e anticipata dal 2020 al 2016''.
Sacconi poi ricorda la storia recente sulla previdenza.
''Soltanto tre anni e mezzo fa il governo Prodi fece la controriforma abolendo lo scalone e anche la Confindustria firmo' l'accordo per abbassare l'eta' pensionabile. E' stata una controriforma colpevole, disastrosa e antistorica''.
Negli ultimi tre anni ''abbiamo fatto molte cose e senza un'ora di sciopero se non quelli proclamati dalla Cgil''.
Sacconi quindi sottolinea che ''il sistema pensionistico italiano e' sostenibile nel medio e lungo periodo e in Europa non ci sono altri sistemi cosi' solidi''. Dunque qualsiasi ipotesi di nuovi interventi deve essere discussa con quel sindacato, come Cisl e Uil che ha condiviso le riforme. ''Mi spiace vedere oggi Confindustria che ha abbandonato le parti sociali prendendo una posizione da sola sulle pensioni''.
Sacconi tiene pero' a sottolineare che ''dietro le norme, ci sono le persone con la loro carne e il loro spirito e dunque oltre a pensare alla sostenibilita' finanziaria bisogna preoccuparsi anche della sostenibilita' sociale'', e' l'osservazione che il ministro invia ''a chi solleva il problema: da destra, da sinistra, dal centro, dal Monte e dallo Zemolo...'', con un chiaro riferimento al presidente della Ferrari.