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Pescara, 09/05/2026
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Data: 13/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Pedaggi più cari sulle autostrade A24 e A25. Da oggi le tariffe tornano ai livelli del 1º gennaio, ma la battaglia legale continua

Parte del ticket potrebbe finanziare l'acquisto di carrozze ferroviarie

PESCARA. Dalla mezzanotte sono di nuovo aumentati del 5,87% i pedaggi autostradali sulle autostrade A24 (Roma-L'Aquila-Teramo) e A25 (Torano-Avezzano-Pescara), tornando quindi ai livelli stabiliti il 1º gennaio. La Società Strada dei Parchi SpA, ha infatti dato seguito all'ordinanza del Consiglio di Stato che ha annullato una precedente decisione del Tar.
L'aumento era nell'aria da qualche giorno, almeno fin da mercoledì 8 quando era stata depositata l'ordinanza del Consiglio di Stato che aveva sospeso una sentenza del Tar del Lazio - che aveva dato ragione al ricordo delle Regioni Abruzzo e Lazio contro Anas, ministero delle Infrastrutture, presidenza del Consiglio e, tra gli altri, Strada dei Parchi SpA. La sentenza aveva annullato l'incremento tariffario appunto del 5,87% applicato dalla società di gestione su A24 e A25 e scattato il primo gennaio 2006.
Il Consiglio di Stato aveva però ribaltato il pronunciamento del Tar che, ritenendo che l'incremento tariffario non fosse stato «oggetto di adeguata istruttoria e motivazione da parte Anas», aveva accolto il ricorso delle Regioni per l'annullamento dei rincari.
In quell'occasione il legale della Regione Abruzzo, Vincenzo Cerulli Irelli, aveva spiegato che le questioni sollevate dalla sentenza dovranno essere decise dal Consiglio di Stato nel merito e che «le parti sono d'accordo nel chiedere un'udienza di merito ravvicinata in riferimento alla quale si metteranno a punto le più approfondite difese».
Dunque la vicenda non è ancora arrivata alla sua conclusione certa e potrebbe riserva nuovi rovesciamenti di fronte o ulteriori novità.
Nei giorni scorsi le Regioni avevano avanzato al Governo l'idea di trasferire verso l'acquisto di treni per i pendolari parte delle risorse derivate dai pedaggi autostradali. Sabato Romano Prodi aveva detto di guardare con interesse alla proposta.
«E' inutile che pensiamo di fare scelte se non ci sono risorse», aveva aggiunto. «Dare un piccolo aggravio alle autostrade per spostare il centro sul pendolarismo ferroviario, se è di utilità generale lo si fa. Sto aspettando il rapporto delle Regioni. Lo esamineremo e vedremo se c'è questa utilità generale. E' chiaro», aveva concluso il presidente del Consiglio, «che può essere uno strumento di spostamento verso il traffico ferroviario che tutti vogliamo».

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